“Tutti a Latina a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi di pulizia delle scuole”

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Pubblicato 18-03-2019 ore 17:20  Aggiornato: 21-03-2019 ore 21:59

Un’odissea senza fine! Questo è quello che continuano a vivere gli oltre 700 lavoratori, gran parte donne, degli appalti delle pulizie e decoro delle scuole pubbliche delle provincie di Frosinone e Latina!

Pochi giorni fa, infatti, avevamo appreso con molta soddisfazione l’emanazione del decreto del Ministero dell’Istruzione-Università e Ricerca di aggiudicazione della gara ponte a nuovo affidatario e nella mattinata di venerdì 15 marzo era previsto al Ministero del Lavoro l’incontro per formalizzare il cambio di appalto.

A poche ore dall’incontro Ministeriale è invece arrivata l’ennesima sospensiva cautelare degli atti amministrativi da parte del Presidente della sezione distaccata di Latina del Tar del Lazio, che, rispetto ad un nuovo ricorso presentato da Ma.ca. (azienda capofila dell’Ati uscente) lo scorso 8 marzo, pur non pronunciandosi nel merito –  la Camera di Consiglio è stata fissata il 21 marzo p.v. – di fatto interrompe di nuovo tutte le procedure di cambio di appalto in corso, permettendo ad aziende pesantemente inadempienti, di rimanere sull’appalto.

Una battaglia giudiziaria che ha rallentato e, ancora oggi, tiene bloccata l’assegnazione del servizio al nuovo soggetto.

Questo è il vero paradosso, perché è stata indetta una gara-ponte a fronte della revoca della convenzione c. d. Consip Scuole all’Ati Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo per gravi inadempimenti nel servizio in appalto e nei confronti dei lavoratori che vi operano e, oggi che la gara è stata assegnata per porre fine a tale situazione, Ma. Ca., attraverso molteplici e reiterati ricorsi, blocca il subentro al nuovo aggiudicatario.    Si è così determinato uno stallo che produce una vera emergenza sociale per i lavoratori ormai allo stremo e rischia di avere dei risvolti che vanno ben oltre questo singolo appalto.

Si rischia di fatto di determinare un nuovo modello che andrebbe a compromettere il corretto funzionamento di tutti gli appalti pubblici: pur in presenza di revoca della convenzione/appalto ma grazie a cavilli legali, si produrrebbero attraverso continue sospensive ed in assenza di pronunciamenti di merito, infiniti allungamenti di tempi e quindi di gestione degli appalti da parte di aziende formalmente non idonee che però possono continuare a percepire soldi pubblici.

La suddetta condizione si scarica pesantemente anche sulla stessa Pubblica Amministrazione che, pur volendo estromettere una Società su cui è intervenuta la revoca di una convenzione/appalto, è di fatto impossibilitata a farlo finché l’intero percorso del processo amministrativo non termini tutti i gradi di giudizio. 

Un sistema tutto legato quindi alle formalità tecnico-burocratiche più che ai contenuti di merito, perché nonostante gravi mancanze nell’esecuzione del contratto di appalto e delle norme sul lavoro – come in questo caso con mancate retribuzioni da oltre 18 mesi, evasione contributiva, accertamento di lavoro in nero, mancato rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza, ecc.  –  non si riesce a riportare nella regolarità e nella legalità un appalto pubblico e ad espellere le aziende che hanno determinato tali situazioni.

Consapevoli che questa mattina è già uscito il pronunciamento positivo del Consiglio di Stato rispetto al ricorso attivato dal Miur e dalla Filcams nei confronti della sospensiva del Tar di Latina, che viene di fatto revocata, comunque questo stato di immobilismo penalizza fortemente i lavoratori!

Per tutte queste ragioni Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno predisposto un presidio per il prossimo 21 marzo, in concomitanza con la Camera di Consiglio, sotto la sede distaccata del Tar a Latina perché ritengono che vi possa essere il rischio di un’ennesima decisione che blocchi il cambio di appalto o permetta alle società revocate di continuare a sfruttare i lavoratori rimanendo nell’appalto!

La manifestazione ovviamente non intende in nessun modo intervenire sulla completa e insindacabile autonomia del giudizio della magistratura, ma sottolineare e far sentire a gran voce, questo si, il profondo disagio e la disperazione dei lavoratori che sono i più penalizzati da una vertenza che sembra non avere fine e che si è trasformata in una vera e propria emergenza sociale!

Un’emergenza sociale di lavoratrici e lavoratori stremati ma che continuano a lottare per i loro diritti e per la loro dignità, oltre che per quella di tutti gli altri lavoratori del settore che spesso vengono considerati ingiustamente lavoratori invisibili e di serie B.

Non una manifestazione CONTRO, ma PER i diritti, PER la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e PER la trasparenza e la legalità negli appalti, PER il corretto utilizzo del denaro dei contribuenti.

Il 21 marzo 2019, quindi, dalle ore 09:00 tutti sotto al Tar in Viale Andrea Doria a Latina.

L’invito è stato esteso alle istituzioni locali e nazionali per dimostrare la vicinanza ai lavoratori e per prendere le distanze da chi aggira le normative e i contratti di lavoro e continua ad utilizzare fondi dello Stato destinati ad espletare servizi essenziali e a retribuire i lavoratori che espletano tali servizi!

La responsabilità non può rimanere solo in capo ai lavoratori coinvolti che appunto con grande senso di responsabilità continuano a lavorare senza stipendio per garantire alle scuole pubbliche di rimanere aperte ma occorre lanciare un segnale chiaro e per questo ci aspettiamo una forte presenza anche del mondo istituzionale!

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