Un gruppo di medici romani realizza a distanza un brano rock dedicato all’emergenza coronavirus

Archivio Spettacolo e Cultura  

Pubblicato 08-04-2020 ore 16:47  Aggiornato: 15-04-2020 ore 16:40

La Twins Father’s Band, un gruppo di medici romani  (tra loro c’è anche un professionista di Velletri), ha  realizzato a distanza un brano che racconta l’emergenza coronavirus dal titolo “Resisti”. Nel testo tanti riferimenti alle difficoltà vissute proprio dai medici, in prima linea da settimane ormai in questa battaglia.

“Un brano che invita tutti a Resistere; – dicono i medici musicisti – operatori sanitari e popolazione che si vedono costretti temporaneamente a privarsi del bene più caro, la libertà. Siamo certi che da ora in avanti ne apprezzeremo ancora di più il senso di solidarietà e collaborazione”. 

Domani – 9 aprile –  alle 17.00 in programma un’intervista a Studio 93. 

Le note sulla band e l’esperienza dei medici che hanno realizzato il progetto.

Siamo un gruppo di medici romani e ci conosciamo da circa vent’anni ovvero dai tempi dell’università al Policlinico Gemelli di Roma.

Durante il corso di laurea in medicina e chirurgia eravamo soliti suonare in feste studentesche e suonavamo anche in quella che era forse l’occasione più attesa di tutto l’anno accademico ovvero la ‘serata musicale’ organizzata dall’Università Cattolica nell’auditorium degli Istituti Biologici.

Suonavamo cover rock. Il rock è sempre stata la nostra passione.

Dopo la specializzazione la vita ci ha portato su strade diverse, alcuni di noi sono rimasti al Gemelli, altri, come me, grazie al Gemelli, sono stati assunti in altre strutture sanitarie o ASL.

Pensavamo oramai di esserci definitivamente allontanati gli uni dagli altri… lavoro, famiglia, impegni…

A vent’anni dalla laurea però, nel novembre 2015, l’inaspettato: la nostra reunion come amici e come band ad una festa suonando le canzoni che suonavamo da giovani.

Il rinato lo spirito dei vent’anni però sembrava già finito, con quella sera… Anzi in una sera di un freddo dicembre di un mese dopo in un pub romano ove provavamo, senza successo, a decidere come ricominciare a suonare tra i mille impegni…

Ed invece evidentemente il destino ci stava riservando qualcosa di fantastico.

Qualche mese dopo ci propongono (in virtù del nostro passato musicale in Cattolica) di salire sul palco del Piccolo Eliseo per una ONLUS del Policlinico Gemelli e precisamente la ONLUS del prof. Massetti che inaugurava il suo “Camper del Cuore” (un camper attrezzato con il quale portare la revenzione cardiologica nelle periferie romane e non solo)  e aveva organizzato una serata di beneficenza chiedendoci , come medici musicisti del Gemelli, di intrattenere gli ospiti con la nostra musica. Detto fatto, cuore a mille e voglia di riprendere a suonare. Sul serio!

Abbiamo quindi suonato di fronte a decine di increduli spettatori che non pensavano di sentire medici, abituati a tenere fornendo scopi, bisturi, siringhe  in mano, suonare melodie rock così trascinanti.

Poche settimane dopo racconto la nostra storia ai redattori di Web Notte che decidono di ospitarci per raccontare la nostra storia; e qui forse c’è stata la nostra svolta musicale.

Anzi quella sera di maggio è stata la svolta della nostra storia musicale e sociale con la trasformazione della band (quella che da 25 anni anni era stata sempre e solo la Twins Father’s Band) e la nascita di quelli che sarebbero stati soprannominati i “medici con la chitarra”.

Ospiti di Gino Castaldo ed Ernesto Assante abbiamo raccontato come quello che nasceva non era semplice passione musicale ma un impegno sociale che ancora ci vede protagonisti.

Il nostro obiettivo? Fare rock e fare della musica rock non solo uno strumento di divertimento ma anche uno strumento di sensibilizzazione verso problematiche sociali e mediche sostenendo la beneficenza di associazioni e ONLUS facendone, infine, uno strumento di integrazione e di unione. Tutto no profit.

Le nostre parodie (noi le chiamiamo ri-cover) trattano di argomenti medici e sociali in ambito di prevenzione ed informazione. Con leggerezza ma con efficacia, portiamo avanti questo scopo sociale tutti insieme mano per mano per sostenerci e per fare della forza di uno la forza dell’altro.

Il nostro ultimo impegno sociale e musicale, rigorosamente registrato a distanza, è per sostenere il lavoro dei colleghi medici che combattono contro la minaccia dell’infezione da SARS-CoV-2 e dal Covid-19. Un brano che invita tutti a Resistere; operatori sanitari e popolazione che si vedono costretti temporaneamente a privarsi del bene più caro, la libertà. Siamo certi che da ora in avanti ne apprezzeremo ancora di più la suaessenza perché stiamo riscoprendo tutti l’importanza della solidarietà che arricchisce e dona senso alla nostra libertà che non sarà più soltanto individuale ma potenziata anche nel suo essere bene collettivo.

Ci auguriamo che la speranza e l’invito a resistere possano diventare contagiosi più del virus stesso. Perché è di questo che abbiamo bisogno adesso per vincere e festeggiare definitamente e tutti domani. Lo dobbiamo alle vittime del Covid e lo dobbiamo a tutti i sopravvissuti. Insieme ce la faremo, tutti!

 

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