Us Acli e carcere di Velletri: concluso il progetto di attività motoria e corso di arbitri

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Pubblicato 17-07-2017 ore 09:58  Aggiornato: 25-07-2017 ore 09:53

Una partita di calciotto sotto il sole cocente di metà luglio, sudore e terra. Un buffet, la consegna degli attestati, strette di mano e anche qualche battuta che ha strappato un sorriso. Una mattinata normale, in un luogo alquanto particolare, è quella che hanno vissuto i vertici dell’Us Acli delle provincie di Latina e Roma il 13 luglio scorso, giornata conclusiva di un intenso percorso formativo avviato dall’associazione all’interno della casa circondariale di Velletri a partire dal mese di Aprile.

Nel carcere, per poco più di tre mesi, l’Unione Sportiva Acli ha avviato tre diversi corsi teorico pratici: attività motoria di base, pallavolo, arbitraggio di calcio. Corsi che hanno coinvolto una cinquantina di detenuti tra quelli ospitati nella nuova ala dell’istituto, in cui i detenuti (circa 260) si auto gestiscono in una nuova e innovativa forma di detenzione. “In questa nuova ala, dove sono ospitati sia detenuti in attesa di sentenza che alcuni definitivi – ha spiegato la direttrice durante la finale del torneo di calcio a otto che ha visto impegnati gli arbitri neo diplomati – i detenuti sono liberi di uscire dalle loro celle per 12 ore al giorno. Ogni cella possiede una doccia e un cucinino con le sezioni che, a orari alterni, possono anche accedere alle zone comuni come palestra, aule studio, camminatoi e il campo da calcio. Il tutto con un controllo da remoto degli agenti penitenziari con i detenuti che si occupano per buona parte anche della gestione ordinaria di alloggi e parti comuni”.

Un vero e proprio esperimento sociale che da buoni frutti in previsione di un resinserimento e che è stato arricchito dal progetto targato Us Acli. Nella giornata conclusiva erano presenti Anna Maria Tufano, presidente provinciale dell’Us Acli, Francesco Paone che ha tenuto il corso di arbitro di calcio, Giulio Ciufferi allenatore di pallavolo che ha curato anche l’attività motoria di base, la psicologa Roberta Longo (coordinatrice del progetto) e il presidente delle Acli provinciali di Latina Maurizio Scarsella.

“Si tratta di una giornata importante e significativa dal punto di vista umano- ha detto Scarsella dopo la consegna degli attestati – la nostra volontà, in accordo con la direzione del carcere, è quella di non abbandonare questa realtà, di studiare nuovi progetti così da poter tornare per apportare migliorie alle strutture, primo tra tutti quella del campo da calcio e perché no avviare altre sinergie che possano rendere la permanenza in questo luogo meno apatica ma soprattutto più rieducativa di quanto non già non lo sia”.

Felici e soddisfatti gli ospiti della struttura, che hanno ringraziato insegnanti e organizzatori riuscendo ad ironizzare, in alcuni casi, anche sui motivi che li hanno portati in un luogo dove la rieducazione e il rispetto delle regole rimane comunque l’obiettivo primario.

 

 

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