Verifiche amministrative per la discoteca “Cancun” di Latina: il Comune aveva già vietato l’attività.

Cronaca  

Pubblicato 14-08-2019 ore 13:33  Aggiornato: 16-08-2019 ore 13:41

Verifiche amministrative per la discoteca “Cancun” di Latina, chiusa dalla Polizia. Il Comune aveva già vietato l’attività di discoteca e stabilimento balneare al locale che si trova sul Lido. Nel corso delle attività informative preliminari all’adozione del provvedimento di chiusura (scattato ieri da parte della Questura, dopo che un uomo armato domenica aveva tentato di aggredire un pregiudicato), è venuto fuori nelle scorse ore che il Servizio Attività Produttive ed Incoming del Comune di Latina, con un provvedimento emesso lo scorso 25 luglio, aveva già comunicato al gestore e titolare del Cancun il divieto di proseguire l’attività di discoteca all’aperto e di stabilimento balneare. Intanto, il 33enne arrestato domenica notte, Danilo Piovesana, resta in carcere.

“L’intensificazione dei controlli e delle verifiche amministrative è scattato già da qualche mese, come disposto dal Questore Rosaria Amato. – si legge nella nota stampa della Polizia  I risultati stanno dando ragione alla polizia amministrativa della Questura, ma c’è ancora tanto da fare.

L’attenzione della Divisione di polizia amministrativa della Questura è rivolta anche al tema della sicurezza, con verifiche riguardanti la carenza, o addirittura l’assenza di impianti antincendi, uscite di sicurezza, estintori, materiali ignifughi, limiti di capienza.

È stata rivolta una particolare attenzione anche a quei locali, registrati come circoli privati e culturali ma che, in realtà, assicuravano abusivamente la somministrazione di cibi e bevande con intrattenimento danzante.

Il fenomeno sarà costantemente monitorato, anche per contrastare quella sorta di deregulation che, in alcune circostanze, ha anche comportato la formazione di sacche di illegalità  combinate alla movida come lo spaccio di stupefacenti, furti, risse e  ubriachezza molesta, con conseguenti pericoli per l’incolumità degli avventori”.

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