Latina, il Pd punta al Piano Strategico di Sviluppo Provinciale

Nei giorni sorsi si è tenuta una riunione provinciale promossa dal PD di Latina con la partecipazione di sindacati ed associazioni di categoria. Il tema è il Piano Strategico di Sviluppo Provinciale....

A cura di Redazione
08 aprile 2019 09:33
Latina, il Pd punta al Piano Strategico di Sviluppo Provinciale -
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Nei giorni sorsi si è tenuta una riunione provinciale promossa dal PD di Latina con la partecipazione di sindacati ed associazioni di categoria. Il tema è il Piano Strategico di Sviluppo Provinciale. "Il PD - spiega il segretario provinciale Claudio Moscardelli - ha iniziato un percorso di confronto con i territori e con i corpi intermedi perchè la Provincia possa dotarsi di uno strumento di scelte strategiche per la crescita del nostro territorio, aperto al contributo dei vari attori economici e sociali, flessibile ed aperto ad innovazioni e cambiamenti. L'incontro è stato un primo momento di confronto sulla base di indicazioni del PD per alcuni obiettivi strategici e per alcuni progetti di sviluppo. Seguiranno assemblee comprensoriali e altri incontri di carattere provinciale a cui sarà invitato anche il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo insieme con il nostro Presidente Carlo Medici, per programmare uno sviluppo di area vasta del Lazio sud. Il PD ha proposto di discutere su un'ipotesi di Piano Strategico fondato su quattro pilastri: 1) Istituzionale - cooperazione ed integrazione del Lazio sud; 2) Infrastrutture, mobilità, logistica e Polo di ricerca e sviluppo; 3) Ambiente, Economia del Mare ed Agricoltura; 4) Cultura-Turismo.

Illustriamo
i primi due pilastri del Piano Strategico

1) Lo
sviluppo della nostra provincia deve essere pensato in un'ottica più ampia
quale quella del Lazio sud, un'area vasta di oltre un milione di abitanti, con
oltre 100 mila imprese, un sistema industriale forte che ha le punte di
diamante nel primo polo chimico farmaceutico di Italia e nella Fiat di Cassino.
Occorre promuovere un governo coordinato per lo sviluppo delle province
limitrofe del Lazio, incentivare con leggi regionali progetti di infrastrutture
e di servizi a carattere interprovinciale con corsia preferenziale di
finanziamento nel bilancio regionale, per creare un sistema regionale
policentrico, in grado di favorire lo sviluppo dei territori, in particolare
quelli fuori dalla città metropolitana privi di di istituzioni adeguate per lo
sviluppo. Occorre contrastare le continue pulsioni di accentramento su Roma,
inefficienti e a danno dei territori, dimagrire le regioni e rafforzare le
province - da eleggere direttamente e con più poteri e risorse da trasferire
dalle Regioni - e i comuni, per rilanciare dal basso la nostra democrazia.

2) Dal nord
al sud della provincia occorre recuperare il ritardo di infrastrutture per la
mobilità di cittadini ed imprese e per la logistica. Quest'ultima, su ferro e
su gomma, è fondamentale per intercettare i flussi di commercio del
Mediterraneo, nuovamente al centro del commercio mondiale (L'Europa è il
mercato più ricco del mondo e l'Africa è il continente del futuro) con il
canale di Suez ampliato che ha un volume di affari quattro volte il Canale di
Panama e che è destinato a crescere con la nuova via della Seta. Al centro nord
della provincia è strategica ed irrinunciabile l'Autostrada Roma - Latina e la
Bretella Campoverde-Cisterna-Valmontone che ci aggancia al corridoio europeo
dell'Autostrada A1(unica gara in tre lotti compreso Spinaceto Fiumicino). La
Regione deve farsi trovare pronta per far ripartire la gara d'appalto solo
parzialmente annullata dal Consiglio di Stato non appena quest'ultimo si sia
pronunciato entro i prossimi 45 giorni. Lo snodo di Campoverde con la Bretella
per Valmontone è naturalmente attrattivo anche per Roma sud per un polo di
servizi di logistica. La realizzazione dell'infrastruttura prevede a Latina la
tangenziale nord-est e il collegamento con l'intermodale di Latina Scalo. Al
sud della Provincia occorre puntare sul Porto di Gaeta, per il suo sviluppo con
merci pulite, croceristica e per l'inserimento nelle autostrade del mare. La
pedemontana leggera di Formia e un collegamento veloce all'autostrada A1 con un
ampliamento della sede stradale Formia -Cassino, insieme al completamento della
linea ferroviaria Gaeta - Minturno, con il naturale sviluppo di un forte Polo
di servizi logistici rilancerebbero tutto il sistema industriale del sud della
provincia. Il Porto connesso alle infrastrutture, l'aggancio veloce all'A1 a
Cassino e il polo per la logistica darebbero un impulso formidabile allo
sviluppo dell'area industriale del sud della provincia. Per il comprensorio
Terracina-Fondi occorre valutare l'impatto, la sostenibilità e la fattibilità
di infrastrutture di collegamento. Le vecchie idee progettuali dell'Appia Bis e
del traforo su Itri per collegarsi a Formia o della Fondi-Ceprano vanno
valutate e confrontate con il territorio e con soluzioni innovative e
sostenibili, senza posizioni estremizzate pro o contro. MOF di Fondi e tutto il
comprensorio centro debbono poter ambire allo sviluppo. La Formia- Cassino apre
in tema del collegamento trasversale per l'integrazione del Lazio sud. Al
centro la strada Monti Lepini deve essere collegata da Sezze Scalo a Latina e a
Terracina le risorse regionali a disposizione del Comune servono per la messa
in sicurezza del Monte Cucca premessa per ogni infrastruttura per mobilità su
gomma e su ferro (Terracina- Priverno e linea ferroviaria Terracina-Fossanova).
Da Prossedi a Frosinone la strada esistente può essere messa in sicurezza e
resa più velocemente percorribile, sia per il collegamento con Frosinone che
con l'Autostrada A1. Proporremo alla Regione di finanziare un progetto per
un'infrastruttura che risponda a queste priorità (collegamento centrosud e
collegamento trasversale). Senza progetti non si può realizzare nulla.

Sulla
portualita’ oltre Gaeta, occorre far ripartire Rio Martino e collegarlo con le
isole pontine. Tutte le altre opportunità da Foce Verde a Formia vanno
confrontate con la sostenibilità ambientale (erosione coste ) e con le
opportunità di incremento del settore nautico (tema trattato nel terzo
pilastro).

La ricerca e lo sviluppo sono fondamentali per sostenere l'innovazione e la competitività del nostro sistema produttivo. I poli di ricerca e sviluppo sono formidabili motori di sviluppo. La Lombardia che è una delle regioni più ricche al mondo con le prime due province più industrializzate d'Europa ( Brescia e Bergamo) ha centri di ricerca all'avanguardia che producono innovazione dei processi produttivi e dei prodotti. Con la Provincia di Latina portiamo avanti il Polo di ricerca e sviluppo alla ex Rossi sud in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma: sarà centro di propulsore di innovazione, alta formazione e sostegno all'esportazione. (seguirà nota sugli altri due pilastri del piano strategico)".