600 chili di hashish “al fresco”. Mamma e figli in manette.

La droga avrebbe fruttato un business di oltre 3 milioni e mezzo di euro.

17 aprile 2026 08:56
600 chili di hashish “al fresco”. Mamma e figli in manette.  -
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600 chili di hashish “al fresco” in frigorifero. Mamma e figli finiscono in manette. Tre arresti sono stati eseguiti dagli agenti della Polizia di Stato della VII Sezione “Antidroga” della Squadra Mobile di Roma, con l’ausilio di personale della Squadra Mobile di Frosinone. La droga sequestrata avrebbe fruttato un business di oltre 3 milioni e mezzo di euro.

L’operazione ha portato gli inquirenti nel comune di Patrica: i tre, tutti italiani, sono stati colti in flagranza di reato.

In particolare, una donna di 32 anni, attenzionata dagli investigatori, è stata sottoposta a perquisizione personale e veicolare. Nel corso degli accertamenti, la giovane è stata trovata in possesso di 660 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish. La perquisizione è stata estesa ad uno stabile, dove la stessa risiedeva.

Al piano terra dell’abitazione, adibito ad uso magazzino -al cui interno erano presenti il fratello della donna, di 29 anni, e la mamma di 63 anni - sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 637 chili di hashish e materiale per il confezionamento.

La perquisizione è stata estesa all’abitazione di residenza delle donne, con il rinvenimento e sequestro di 9.440 euro in contanti e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Il complessivo quantitativo di hashish è risultato suddiviso in panetti da circa 100 e 50 grammi ciascuno, custoditi “al fresco” nel frigorifero e contrassegnati da svariati loghi.

Lo stupefacente sequestrato, una volta immesso sul mercato dello spaccio al dettaglio dello stupefacente, avrebbe potuto fruttare guadagni per oltre 3,5 milioni di euro.

Alla luce di quanto ricostruito dagli investigatori, i tre cittadini italiani, tutti incensurati, sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di ingente quantitĂ  di sostanze stupefacenti ed associati, al termine delle formalitĂ  di rito, presso le Case Circondariali di Roma, Rebibbia e Regina Coeli.