8 mila litri di gasolio sversato e fusti logorati sul proprio terreno, dopo 12 anni nessuna bonifica. La richiesta di aiuto di una famiglia di Cisterna

L’assurda vicenda della famiglia Fracassi costretti a convivere da 12 anni con dei fusti sul proprio terreno e adesso condannati a pagare le spese processuali.Era il dicembre del 2007, un autocarro tr...

A cura di Redazione
28 agosto 2019 16:48
8 mila litri di gasolio sversato e fusti logorati sul  proprio terreno, dopo 12 anni nessuna bonifica. La richiesta di aiuto di una famiglia di Cisterna -
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L’assurda vicenda della famiglia Fracassi costretti a convivere da 12 anni con dei fusti sul proprio terreno e adesso condannati a pagare le spese processuali.

Era il dicembre del 2007, un autocarro trasportante gasolio che percorreva via Conca a Prato Cesarino, improvvisamente si ribalta all’altezza delle abitazioni delle famiglie Fracassi. Ovviamente tutto il suo trasportato, si riversa sul terreno antistante e dentro la proprietà delle due famiglie. Questo è il fatto.

La zona in questione, anche se non sarebbe necessario ricordarlo, è una località periferica di Cisterna di aperta campagna dove AcquaLatina non esiste e i residenti hanno pozzi privati.

Ma torniamo all’accaduto: tutte le autorità ne vengono informate, vengono fatti sopralluoghi e analisi, il terreno viene messo in sicurezza, viene notificata l’ordinanza comunale che dichiara l’acqua non potabile. A questo punto la Compagnia assicurativa dell’autocarro, incarica la ditta “Salerno” di Novara, di effettuare la bonifica del terreno interessato, liquidando a tale ditta tutto il compenso per i lavori effettuati.

La ditta inizia i lavori, colloca i depuratori fuori e dentro la proprietà Fracassi, fornisce anche acqua in bottiglia alle due famiglie (proprio così!) per uso alimentare e per igiene personale. All’improvviso però la fornitura di acqua si interrompe; i lavori di bonifica cessano. Alle richieste di spiegazioni da parte degli interessati: la risposta è che la ditta Salerno, che già versava in grave difficoltà, è stata messa in liquidazione (come dichiarato dalla famiglia Fracassi). I depuratori restano abbandonati, nessuno li recupera e ad oggi si possono ancora notare lì inerti.

Dall’incidente sono passati quasi 12 anni e ad oggi la situazione è ancora in una sorta di limbo, anzi, sembrerebbe arrivati ad una svolta in negativo per la famiglia Fracassi.

In un post di aiuto sui social, lo sfogo di Luana: “Luana Fracassi dice BASTA! In quella data lontana si ribaltò un bilico riversando nel terreno 8.000 litri tra benzina e gasolio inquinando le falde acquifere e il pozzo privato, dopo 12 anni di causa verso la ditta del camion e l'assicurazione dello stesso, arriva la sentenza finale, condannandomi a pagare le spese legali e lasciando la bonifica incompiuta con gli impianti in stato di abbandono, che dopo 12 anni si stanno deteriorando con una possibile fuoriuscita di materiali inquinanti che potrebbero contaminare le falde con un danno alle vostre abitazioni e a vostri raccolti.”

Probabilmente questa è solo una delle tante situazioni di disagio che sono purtroppo tipiche delle zone rurali periferiche. In periodo elettorale è facile fare promesse e noi ci auguriamo soltanto che qualcuno, leggendo l’articolo, possa finalmente far luce sull’intera faccenda e collabori per restituire alla famiglia Fracassi la propria dignità di cittadini di Cisterna, aventi diritto di essere tutelati dalle autorità tutte.