Acqualatina, aumento di capitale ancora nell’odg. I Sindaci contro presidente e Cda: “pronti a fare ricorso in Tribunale”.

Acqualatina, aumento di capitale ancora nell’odg dell’assemblea straordinaria, nonostante sia stato bocciato con decisioni formali dei Consigli Comunali di oltre il 70% delle Amministrazioni comunali....

A cura di Redazione
01 novembre 2025 11:53
Acqualatina, aumento di capitale ancora nell’odg. I Sindaci contro presidente e Cda: “pronti a fare ricorso in Tribunale”. -
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Acqualatina, aumento di capitale ancora nell’odg dell’assemblea straordinaria, nonostante sia stato bocciato con decisioni formali dei Consigli Comunali di oltre il 70% delle Amministrazioni comunali. I sindaci si scagliano contro la presidente Cinzia Marzoli ed il Cda della società che gestisce il servizio idrico integrato e si dicono pronti a fare ricorso in Tribunale. E’ stata un’assemblea animata quella di ieri all’Hotel Europa di Latina. I sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e  Nicola Burrini parlano di un “episodio inaudito”. “L’aumento di Capitale non è stato ritirato dall’ordine del giorno ma, con una decisione illegittima del Cda e del Presidente Marzoli, - denunciano - è stato rinviato alla prossima riunione”. In sostanza, è stata rinviata la discussione su una proposta già, di fatto, bocciata.

Nicola Burrini e Aurelio Lo Fazio
Nicola Burrini e Aurelio Lo Fazio

“La Marzoli, con una presa di posizione senza precedenti, - commentano Lo Fazio e Burrini - ha stabilito che la riunione convocata come straordinaria fosse ordinaria e, senza avere i numeri necessari, ha rinviato la discussione su una proposta già, di fatto, bocciata. Contestualmente è stata ignorata, e al momento neanche discussa nella prossima riunione, la proposta dei Sindaci su un maggiore impegno economico da parte del socio privato.

Uno scollamento completo tra l’attuale Consiglio di Amministrazione, una presidenza che non rappresenta i Comuni e la maggioranza dei Sindaci che non si riconoscono in questa gestione.

Faremo ricorso in tribunale sulla delibera - annunciano - e chiederemo, come Sindaci, le dimissioni del consiglio di nomina pubblica”.

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