Acqualatina, "Nuova stangata in bolletta, le perdite? Peggio del 2021. Formia e Minturno grandi assenti"
Perdite in aumento: Nel 2021 la rete disperdeva il 71,7% dell’acqua immessa; nel 2025 il dato è peggiorato, salendo al 72,6%. Quasi tre litri d’acqua su quattro non arrivano mai ai rubinetti dei cittadini.
Stangata sull’acqua nell'ATO4: tariffe su dell'8% in due anni, ma le perdite idriche peggiorano rispetto al 2021. È questo il durissimo atto d’accusa lanciato da Europa Verde Formia e Sud pontino a seguito della Conferenza dei sindaci svoltasi il 28 ottobre 2026, che ha approvato l’aggiornamento tariffario del gestore idrico Acqualatina.
La nota politica, firmata dai portavoce Beniamino Gallinaro e Mariarita Manzo, contesta apertamente il voto dei primi cittadini, parlando di una vera e propria "cambiale in bianco" firmata a discapito degli utenti, e punta il dito anche sulle assenze pesanti di Formia e Minturno.
Il rincaro: oltre l’8% in due anni
La Delibera n. 9/2026 ha formalizzato un aumento tariffario complessivo superiore all'8%: un +3,5% per il 2026 (che i cittadini pagheranno a conguaglio per un anno ormai agli sgoccioli) e un ulteriore +4,5% per il 2027. Questo incremento farà lievitare i ricavi riconosciuti ad Acqualatina dagli attuali 143,2 milioni di euro fino a 152,7 milioni nel 2027.
La votazione ha visto la presenza di 25 Comuni su 38: 23 hanno espresso parere favorevole, mentre solo Priverno e Roccagorga si sono opposti. Nel Sudpontino hanno votato a favore i comuni di Gaeta, Itri, Fondi, Castelforte, Spigno Saturnia e SS. Cosma e Damiano. Grandi assenti, invece, i sindaci di Formia e Minturno, criticati aspramente per non essersi presentati a una decisione dall'impatto così profondo sulle tasche di decine di migliaia di famiglie.
Rete colabrodo: tre litri su quattro vanno persi
A fronte di tariffe sempre più alte, il servizio mostra un peggioramento strutturale analizzato dati alla mano:
Perdite in aumento: Nel 2021 la rete disperdeva il 71,7% dell’acqua immessa; nel 2025 il dato è peggiorato, salendo al 72,6%. Quasi tre litri d’acqua su quattro non arrivano mai ai rubinetti dei cittadini.
Classe E permanente: L’infrastruttura rimane inchiodata nella classe E, la peggiore scala di valutazione stabilita dall'autorità nazionale ARERA.
Obiettivi falliti: Il target del 67,4% di perdite previsto per il 2023 non è mai stato agganciato. Il calo relativo sbandierato dal gestore rispetto al 2023 è dovuto solo al fatto che quell'anno si toccò il picco storico negativo del 75,2%. Nel monitoraggio 2022-2023, Acqualatina ha mancato tutti i parametri su perdite, continuità del servizio e qualità dell'acqua. Solo nel 2025 si sono registrate ancora quasi 43 ore complessive di interruzione del flusso.
Parametro d'analisi | Situazione nel 2021 | Situazione nel 2025 | Obiettivo ARERA (2023) |
|---|---|---|---|
Dispersione Idrica | 71,7% | 72,6% | 67,4% (Mancato) |
Qualità e Continuità | Classe E | Classe E | Standard non raggiunti |
Il paradosso di utili e penali
L'unico freno è arrivato dall'ARERA, che ha inflitto ad Acqualatina penali per circa 2,5 milioni di euro (di cui un milione solo per i disservizi sulle perdite idriche). Tali somme risultano bloccate dal 2022 in un fondo vincolato proprio perché i miglioramenti previsti non sono mai stati implementati.
Allo stesso tempo, si registra un forte paradosso politico-economico: lo scorso luglio i sindaci, agendo in veste di soci dell'azienda, hanno approvato il bilancio 2025 di Acqualatina, che ha chiuso con un utile netto di 8,5 milioni di euro.
"Utili per la società, penali per il disservizio, aumenti per i cittadini", commentano i portavoce, stigmatizzando il cortocircuito di un sistema in cui i Comuni (che detengono il 51% delle quote societarie) si trovano a essere contemporaneamente controllori e controllati.
Le richieste di Europa Verde: verso l'accesso agli atti
Gli esponenti ecologisti respingono la giustificazione secondo cui l'aumento deliberato sarebbe stato l'unico modo per evitare una stangata ancora maggiore (fino al 9%) imposta direttamente dall'autorità. Europa Verde sottolinea come nessun sindaco abbia vincolato il proprio voto a impegni stringenti e verificabili da parte dell'azienda.
Per queste ragioni, il movimento politico ha articolato quattro precise richieste:
Chiarimenti in Aula: I sindaci del Sud pontino che hanno votato a favore dell'aumento dovranno motivare la scelta nei rispettivi Consigli comunali.
Trasparenza dagli assenti: I sindaci di Formia e Minturno dovranno spiegare i motivi della propria assenza e chiarire la propria linea politica sul tema.
Tariffe vincolate ai risultati: Richiesto lo stop a futuri rincari se non agganciati a obiettivi pubblici e misurabili di riduzione delle perdite, da rendicontare annualmente.
Ripubblicizzazione: L'avvio immediato di un percorso istituzionale per riportare la gestione dell'acqua interamente in mano pubblica in vista della prossima scadenza dell’affidamento del servizio.
I portavoce hanno annunciato l'imminente deposito di un'istanza di accesso agli atti per fare piena luce sui conti del gestore e sull'esatta destinazione del fondo delle penali ARERA. "L’acqua è un bene comune – conclude la nota – chi la governa deve rendere conto a chi la paga".
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