Agrilazio Expo 2026: il CAPOL porta a Cisterna l'eccellenza dell’olio pontino e la cultura dell’assaggio.
A settembre la seconda edizione della fiera a Cisterna: 3 giorni di degustazioni, incontri e focus sulla DOP Colline Pontine e sul futuro della filiera olivicola.
L’oro verde pontino protagonista a Cisterna: dal 18 al 20 settembre torna ad Agrilazio Expo 2026 lo spazio del CAPOL, il Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, guidato da Luigi Centauri, per promuovere l’eccellenza della DOP Colline Pontine e dell’oliva itrana. In programma 3 giorni di degustazioni ed incontri - presso l’Area Mercato di Cisterna - per valorizzare le aziende locali, diffondere la cultura dell’assaggio e affrontare le sfide strategiche del comparto olivicolo. L’ingresso alla manifestazione sarà gratuito.
Qualità, conoscenza e valorizzazione del territorio. Anche nella seconda edizione di Agrilazio Expo, in programma il 18, 19 e 20 settembre 2026 presso l’Area Mercato di Cisterna di Latina, il settore olivicolo avrà uno spazio dedicato grazie alla presenza di CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, che rinnova la collaborazione con la manifestazione dopo l’esperienza dello scorso anno.
L’associazione sarà presente con un proprio stand, portando all’interno dell’Expo un’attività rivolta alla conoscenza dell’olio extravergine di oliva, delle sue caratteristiche e delle produzioni che rappresentano una parte importante dell’identità agricola ed economica della provincia di Latina.
«Anche quest’anno abbiamo scelto di essere presenti ad Agrilazio Expo perché i prodotti olivicoli della provincia rappresentano una risorsa importante dell’economia pontina e non possono mancare in una manifestazione che ha tra i propri obiettivi la promozione del comparto agroalimentare locale», sottolinea Luigi Centauri di CAPOL.
Un’attenzione particolare sarà riservata all’oliva itrana, varietà tipica dell’Agro Pontino dalla duplice attitudine: utilizzata sia come oliva da mensa sia per la produzione di oli extravergini di qualità. Tra questi trovano spazio gli oli Colline Pontine DOP, caratterizzati da un fruttato medio-intenso, dal tipico sentore di pomodoro verde e dall’equilibrio tra amaro e piccante, produzioni che negli anni hanno conquistato importanti riconoscimenti nei concorsi nazionali.
La partecipazione ad Agrilazio Expo sarà però soprattutto un’occasione per avvicinare il pubblico alla cultura dell’assaggio e fornire gli strumenti necessari per riconoscere concretamente la qualità.
«Genuino non è necessariamente sinonimo di qualità e il colore dell’olio non ne determina la bontà», prosegue Centauri. «Come CAPOL vogliamo educare il consumatore all’assaggio, aiutandolo a diventare più consapevole e capace di distinguere un olio autentico da uno scadente e di riconoscere le caratteristiche delle produzioni del nostro territorio».
È una missione che CAPOL porta avanti da vent’anni. Nato nel 2005 e costituitosi come associazione nel maggio del 2006, il Centro conta oggi circa 200 soci ordinari e sostenitori e svolge attività di valutazione della qualità dell’olio attraverso l’integrazione di metodi analitici e sensoriali, formazione degli assaggiatori e promozione dell’olio extravergine della provincia di Latina. Tra i risultati raggiunti figura la creazione del Panel dell’Agro Pontino, laboratorio di analisi organolettica ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Nei tre giorni della manifestazione ci sarà spazio anche per raccontare la varietà delle produzioni locali. Accanto all’olio, CAPOL richiama infatti l’attenzione sulle Olive di Gaeta DOP, sulle itrane bianche e sulle altre lavorazioni tradizionali presenti nella provincia di Latina, dalle olive bianche schiacciate alle nere al forno e alle verdi all’acqua. Promuovere queste produzioni significa, per l’associazione, non soltanto farne conoscere caratteristiche e qualità, ma contribuire a creare valore per l’intera filiera. Un consumatore più consapevole può riconoscere la qualità, scegliere le produzioni del territorio e sostenere direttamente le aziende locali.
Il confronto sul settore olivicolo ad Agrilazio Expo guarderà però anche alle criticità che interessano il comparto, a partire dal calo dei raccolti e dal conseguente rischio di abbandono degli oliveti in alcune aree collinari della provincia.
«Il recupero degli oliveti abbandonati deve diventare una priorità», evidenzia Centauri. «Parliamo di un patrimonio che ha un valore produttivo, economico, paesaggistico e ambientale. Occorre trovare soluzioni capaci di tutelarlo e, allo stesso tempo, rispondere alla crescente richiesta di olio extravergine di oliva di qualità».
Una questione che assume un peso ancora maggiore alla luce dei dati richiamati dall’associazione: secondo il Censimento 2020, nell’arco di dieci anni il numero delle aziende olivicole nel Lazio è diminuito del 39%, con possibili conseguenze non soltanto economiche e occupazionali, ma anche sotto il profilo idrogeologico e ambientale.
La presenza di CAPOL si inserisce così nel progetto più ampio di Agrilazio Expo 2026: mettere in relazione le filiere, le imprese, le associazioni e le competenze del mondo agricolo e agroalimentare, affiancando all’esposizione occasioni di conoscenza, approfondimento e confronto sul presente e sul futuro del settore.
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