Al Garage Ruspi di Latina la mostra “Caro Daddo. Riccardo Cerocchi Architetto”.

Domanialle 18.00 a Latina, presso l’ex Garage Ruspi, in Largo Giovanni XXIII, siterrà l’inaugurazione della mostra “Caro Daddo. Riccardo Cerocchi Architetto”,personaggio che contribuì a costruire la F...

A cura di Redazione
10 gennaio 2019 12:39
Al Garage Ruspi di Latina la mostra  “Caro Daddo. Riccardo Cerocchi Architetto”. -
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Domani
alle 18.00 a Latina, presso l’ex Garage Ruspi, in Largo Giovanni XXIII, si
terrà l’inaugurazione della mostra “Caro Daddo. Riccardo Cerocchi Architetto”,
personaggio che contribuì a costruire la Fondazione Roffredo Caetani, che è organizzatrice
dell’evento. In esposizione - fino al prossimo 3 febbraio - disegni originali e
materiali di archivio. In programma anche un breve intervento musicale del
violinista Ivos Margoni.

 che, come qualcuno ricorderà, è il vincitore
della prima edizione del Premio Riccardo Cerocchi, organizzato dal Campus per
promuovere i manoscritti musicali custoditi nel proprio Archivio.

Il
giovane musicista romano proporrà per l'occasione un Adagio di Bach, tre
Capricci di Paganini ( 5, 9 e 17) e la Sonata in re minore di Ysaÿe.

E'
la prima volta che uno dei Volumi della collana dei Quaderni di Ninfa viene
dedicato ad un personaggio che non fa parte direttamente della famiglia o della
storia dei Caetani. Ed è una volta speciale. Il sesto Quaderno di Ninfa è
infatti dedicato all'architetto Riccardo Cerocchi e viene pubblicato in
contemporanea con la mostra dell'opera di questo professionista che è stata
organizzata dalla Fondazione Roffredo Caetani in collaborazione con la famiglia
Cerocchi, con l'Ordine degli architetti, urbanisti, conservatori e paesaggisti
della provincia di Latina e con il patrocinio del Comune di Latina.

La
mostra è a cura di Silvia Mastrantoni e Massimo Palumbo ed espone disegni
originali e materiali di archivio, una video intervista e foto di Tonino
Mirabella e Marianna Lanza mentre il Catalogo è curato da Antonio Crobe.
Elaborazione grafica a cura di Sara Palumbo e Ines Paolucci.

Un
evento speciale che il presidente della Fondazione Caetani, l'architetto
Tommaso Agnoni, sottolinea con forza: “Non deve stupire – spiega Agnoni - che la
Fondazione Caetani pubblichi un quaderno e organizzi una mostra sull’opera di
un architetto e questo perché l’architetto in questione si chiama Riccardo
Cerocchi. Ciò non solo e non tanto perché Riccardo Cerocchi è stato presidente
della Fondazione Roffredo Caetani per 10 anni tra il 1987 e il 1997 e
soprattutto è stato il primo presidente dopo gli esponenti diretti della
famiglia Caetani e su indicazione proprio di essi, ma perché la sua attività
culturale e professionale è stata protagonista e si è intrecciata fortemente
nei decenni della sua vita con gli eventi sociali e culturali del territorio
pontino così come lo è stata, più a lungo e in maniera certamente diversa,
quella della Famiglia e della Fondazione Caetani.

In
questa fase – prosegue il presidente Agnoni - in cui la Fondazione sta
ritrovando il suo ruolo di protagonista nella società pontina il racconto della
vita e dell’attività di Riccardo Cerocchi dal punto di vista professionale
diventa quindi di fondamentale importanza per ravvivarne lo spirito. Il grande
pubblico e soprattutto i più giovani infatti hanno sentito parlare di Riccardo
Cerocchi esclusivamente con riferimento al suo impegno nella ideazione,
fondazione e direzione del Campus Internazionale di Musica che dalla prima
stagione di concerti nel 1970 e poi con il Festival Pontino ed i Corsi di
Perfezionamento al Castello Caetani di Sermoneta ha rappresentato e rappresenta
ancora oggi l’esperienza musicale di maggior rilievo del territorio pontino,
eccellenza nazionale e internazionale. Ma Riccardo fu anche chiamato dalla
Principessa Lelia Caetani, quando il 14 luglio del 1972 istituì la Fondazione
Roffredo Caetani di Sermoneta “per onorare e perpetuare la memoria del suo
grande Casato e per continuare il lavoro sociale ed educativo iniziato nel
Castello di Sermoneta da suo padre, Roffredo Caetani, Duca di Sermoneta, e da
sua madre Marguerite Caetani”, tra i primi consiglieri della stessa. E il suo
essere architetto si è intrecciato fortemente con l’attività della Fondazione
in tutte le attività che la stessa ha sviluppato per il mantenimento, la
salvaguardia e il restauro dei preziosi beni monumentali di proprietà con
particolare attenzione per gli interventi nel Castello di Sermoneta, proprio da
lui adeguato e attrezzato per le attività concertistiche e per il soggiorno
degli ospiti dei Corsi di Perfezionamento Musicale, che hanno fatto si che
ancora oggi esso possa essere la sede di incontri, convegni, summer school e
corsi di perfezionamento di importanti istituzioni universitarie italiane e
straniere. E’ con questo spirito quindi che abbiamo voluto questa mostra e
questo documento, a memoria di una vita spesa accanto alla Fondazione Roffredo
Caetani per conservare i valori culturali di questo territorio ma soprattutto
per farli vivere nella contemporaneità”.

Entusiasta
anche il presidente dell'Ordine degli Architetti, Massimo Rosolini: “Per il
nostro Ordine professionale la mostra è l’occasione per ricordare un grande
collega, ma soprattutto per segnalare ai più giovani un modo di intendere la
professione di architetto sostenuta dall’impegno culturale, poetico e civile.
Un modo per tornare a vedere l’architettura nelle sue specifiche qualità e per
aiutare a riconoscerla in un tempo in cui crisi culturale e burocratizzazione
del ruolo dell’architetto tendono a offuscarla. Nella cultura della Città la
mostra sull’opera di Cerocchi significa anche iniziare a guardare a una fase
storica successiva agli anni della fondazione, segnata da un’aspirazione alla
modernizzazione e al dialogo con le esperienze internazionali”.

Curriculum di Ivos Margoni

Nato
nel 1999, studia attualmente con Marco Fiorentini e Salvatore Accardo presso
l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona. Ha frequentato le masterclass tenute
da Mariana Sirbu e Sergej Girshenko. Nel 2017 e 2018 ha frequentato il Corso di
Alto Perfezionamento tenuto da Salvatore Accardo presso l’Accademia Chigiana di
Siena, dove ha ottenuto il Diploma di Merito. 
È iscritto all’ultimo anno del triennio di I livello presso il
Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Ha vinto numerosi concorsi, nazionali
e internazionali e ha suonato presso importanti istituzioni italiane (52°
Festival Pontino di Musica anno 2016; Opera Estate Festival Veneto anno 2017;
Stagione di Musica da Camera dell’Università degli Studi Roma Tre  anno 2018; Accademia Filarmonica Romana anno
2018) e in vari paesi europei (Svizzera, Germania, Francia, Scozia). Nel 2016
si è esibito in qualità di solista con l’Orchestra del Conservatorio Ottorino
Respighi di Latina nell’ambito della Stagione Un’Orchestra a Teatro e nel 2017
con l’Orchestra dell’Università Roma Tre presso il Teatro Palladium e i Musei
Capitolini di Roma. Nel 2018 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti e il
Premio Riccardo Cerocchi.