ALLA GUIDA DI UNA CAR SHARING RUBATA CON ANCORA COLLEGATA UNA CENTRALINA MODIFICATA - denunciati tre minorenni e un 23enne di Pomezia

DENUNCIATI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA 4 GIOVANI, TRA CUI 3 MINORENNI, FERMATI ALLA GUIDA DI UNA CAR SHARING RUBATA CON ANCORA COLLEGATA UNA CENTRALINA MODIFICATA PER L’AVVIAMENTO E LA TARGA ALTERAT...

A cura di Redazione
03 settembre 2025 14:51
ALLA GUIDA DI UNA CAR SHARING RUBATA CON ANCORA COLLEGATA UNA CENTRALINA MODIFICATA - denunciati tre minorenni e un 23enne di Pomezia -
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DENUNCIATI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA 4 GIOVANI, TRA CUI 3 MINORENNI, FERMATI ALLA GUIDA DI UNA CAR SHARING RUBATA CON ANCORA COLLEGATA UNA CENTRALINA MODIFICATA PER L’AVVIAMENTO E LA TARGA ALTERATA.

 UNO DI LORO E STATO ANCHE ARRESTATO POICHE’ DESTINATARIO DI UN’ORDINANZA DI CUSTODIA IN CARCERE.

La scorsa sera, in Viale Marconi, i Carabinieri della Stazione di Roma San Paolo hanno controllato un gruppo di giovani, di famiglie originarie della Bosnia-Erzegovina di etnia “rom”, a bordo di una Fiat 500.

Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che il veicolo, intestato a una società di noleggio, risultava utilizzato in maniera indebita: l’auto era stata avviata tramite una centralina elettronica illegale, ancora collegata al momento del controllo, e presentava inoltre la targa anteriore alterata. L’autovettura e la centralina sono state sequestrate.

Nel corso delle verifiche è emerso, inoltre, che uno dei ragazzi, un 16enne, era destinatario di un provvedimento emesso dal Tribunale per i Minorenni di Roma lo scorso 14 luglio, che disponeva la custodia cautelare in carcere in sostituzione della misura del collocamento in comunità. Il giovane è stato quindi arrestato e tradotto presso l’Istituto Penale Minorile di Roma Casal del Marmo.

Anche gli altri tre occupanti – due minorenni di 15 e 17 anni e un 23enne residente a Pomezia, già noto alle forze dell’ordine – sono stati denunciati a piede libero per ricettazione.

Si precisa che, considerato lo stato del procedimento, indagini preliminari, tutti gli indagati devono intendersi innocenti fino ad eventuale accertamento di colpevolezza con sentenza definitiva.

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