Anche il Senato vota per il declassamento del lupo in Italia, OIPA: “Pronti a intervenire per tutela"
Il lupo non è più considerato “rigorosamente protetto”: un provvedimento che recepisce una modifica a livello comunitario, giustificato con la necessità di gestire la popolazione dei lupi sui territori nazionali.
Dopo l’ok della Camera dello scorso dicembre, anche il Senato ha votato per il declassamento della specie lupo, che è passato da “rigorosamente protetto” a “protetto”: un provvedimento che recepisce una modifica a livello comunitario, giustificato con la necessità di gestire la popolazione dei lupi sui territori nazionali.
Il declassamento consente agli Stati membri di gestire le popolazioni di lupi con una modalità più snella, purtroppo anche tramite abbattimenti che, prima, erano provvedimenti assolutamente eccezionali. In ogni caso, questa modifica non comporta in automatico libertà di caccia al lupo, che rimane comunque sempre specie protetta a livello comunitario.
Con questa modifica, le Regioni e le Province autonome potranno predisporre piani di contenimento sulla base delle necessità locali, ma dando sempre la priorità all’applicazione di metodi non cruenti (misure preventive) e nel rispetto dello stato di conservazione della specie.
L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) è tra le associazioni che fin da principio si sono schierate contro questa scelta miope e antiscientifica, di fatto un ulteriore ostacolo alla protezione di un animale già vittima di pregiudizi e bracconaggio.
“Il lupo è una specie fondamentale per gli ecosistemi, abbassarne la tutela significa mettere a rischio i delicati equilibri. Una decisione che sembra favorire interessi venatori piuttosto che quelli di tutela della fauna selvatica e dell’ambiente.”
Alessandro Piacenza, responsabile tutela fauna selvatica di OIPA Italia
Nel periodo 2019-2023, in Italia sono stati ritrovati morti 1.639 lupi (fonte: Io non ho paura del lupo), principalmente per colpa dell’essere umano, in particolare a causa di incidenti automobilistici, avvelenamenti, bracconaggio. Tenuto conto dell’alta mortalità della specie lupo a causa delle attività umane, principalmente illecite, l‘auspicio è che non si attui un piano di abbattimento che andrebbe a ledere un equilibrio già fragile, essendo il lupo una specie a rischio estinzione.
L’OIPA ribadisce la propria ferma contestazione nei confronti della decisione adottata dall’Italia, ricordando che il lupo resta una specie protetta e sottolineando che continuerà a vigilare con attenzione, pronta a intervenire per contrastare e bloccare eventuali provvedimenti che possano arrecare danno alla specie.
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