Anzio e Formia. Pesca illegale: sequestrata una tonnellata di pesce e maxi multa

Dal 21 al 30 settembre, gli uomini e le donne dei Comandi dipendenti lungo tutto il litorale laziale sono stati impegnati in un'intensa attività di vigilanza

29 settembre 2026 08:51
Anzio e Formia. Pesca illegale: sequestrata una tonnellata di pesce e maxi multa -
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Si è conclusa l'operazione complessa regionale denominata "Fair Fish Catch", coordinata dalla Direzione Marittima del Lazio attraverso il terzo Centro Controllo Area Pesca. Dal 21 al 30 settembre, gli uomini e le donne dei Comandi dipendenti lungo tutto il litorale laziale sono stati impegnati in un'intensa attività di vigilanza per contrastare la pesca di frodo, tutelare la risorsa ittica, proteggere l'ambiente marino e garantire la sicurezza dei consumatori.

Le verifiche hanno interessato l'intera filiera del comparto ittico, seguendo il prodotto dal momento dello sbarco fino alla somministrazione finale. I controlli sono stati eseguiti nei mercati, nei punti vendita, nei centri di distribuzione alimentare e nei ristoranti, focalizzandosi in particolare sul rispetto delle normative europee e nazionali in materia di tracciabilità, etichettatura e regolare commercializzazione del pescato. Particolare attenzione è stata riservata anche al settore della pesca sportiva e ricreativa, con accertamenti sui limiti di cattura, sulle aree interdette e sulla conformità delle attrezzature utilizzate.

Il bilancio complessivo dell'operazione ammonta a oltre 40.000 euro di sanzioni amministrative elevate e al sequestro di quasi una tonnellata di prodotti ittici privi di certificazione e tracciabilità, rivelatisi di dubbia provenienza e dunque non sicuri per la salute pubblica. Le irregolarità più frequenti riscontrate dagli ispettori hanno riguardato proprio la totale assenza di documentazione idonea a ricostruire la catena di fornitura del pesce.

Diversi gli interventi di rilievo registrati sul territorio. Ad Anzio i militari hanno sequestrato 190 chilogrammi di pesce privo di tracciabilità, in parte composto da esemplari di taglia inferiore ai limiti minimi consentiti dalla legge. Un quantitativo ben maggiore è stato bloccato a Formia, dove un controllo congiunto con il personale veterinario della Asl ha portato al sequestro di 580 chilogrammi di prodotti ittici conservati all'interno di un ristorante etnico senza alcuna attestazione di provenienza. Un'ulteriore violazione è stata accertata a Santa Marinella, con il sequestro di 20 chilogrammi di pesce in un locale e una sanzione di 2.000 euro. Non sono mancate tuttavia le note positive: nel corso delle attività è stato ispezionato anche un centro di confezionamento e distribuzione di pasti destinati a ospedali e mense, il quale è risultato pienamente in regola e in linea con i più alti standard di gestione della filiera.

L'efficacia dell'operazione è stata garantita da un'attenta attività preliminare di intelligence e analisi del rischio, unita all'utilizzo delle piattaforme tecnologiche in dotazione al Corpo per orientare le ispezioni verso gli obiettivi più sensibili.

Nonostante le sanzioni e i sequestri eseguiti, il quadro che emerge dall'attività di controllo viene definito incoraggiante dai vertici della Capitaneria di Porto. Il direttore marittimo del Lazio, il capitano di vascello Cosimo Nicastro, ha sottolineato come non siano emerse situazioni allarmanti o fenomeni di illegalità diffusa, confermando la bontà del lavoro di monitoraggio svolto quotidianamente sul territorio. L'azione della Guardia Costiera, ha ribadito il comandante, persegue l'obiettivo primario di difendere l'ecosistema marino e di assicurare una concorrenza leale e pulita a tutti gli operatori commerciali che rispettano le regole, offrendo al contempo ai cittadini la certezza di consumare alimenti sicuri e tracciati.