Anzio si accende d’arte contemporanea: torna "Think Tank Art" con il festival EcoLogica.

Il festival trasforma la città in un museo a cielo aperto tra installazioni urbane, mostre indoor e riflessioni sull'ambiente.

01 settembre 2026 15:19
Anzio si accende d’arte contemporanea: torna "Think Tank Art" con il festival EcoLogica. -
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L’arte contemporanea invade il centro storico di Anzio e Villa Sarsina: da lunedì 14 a domenica 20 settembre si terrà la seconda edizione di “Think Tank Art”, intitolata per l'occasione “EcoLogica” e curata da Gianluca Marziani. La rassegna unisce installazioni urbane e progetti indoor firmati da numerosi artisti. Un percorso diffuso tra strade e sale museali che trasformerà la città in uno spazio di riflessione poetica e ambientale, fondendo natura, intelligenza artificiale e partecipazione civica.

Anzio_ThinkTank2026

THINK TANK ANZIO EcoLogica - NUOVI SGUARDI SUL MONDO TRA GENIO NATURALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

A cura di GIANLUCA MARZIANI

La seconda edizione del THINK TANK ART di ANZIO vede la direzione curatoriale di Gianluca Marziani. Il titolo scelto, EcoLogica, unisce le riflessioni d’urgenza sull’ecosistema e la sua salvaguardia tramite un pensiero filosofico e poetico, così da integrare le azioni metaforiche degli artisti con valori funzionali che attivino i sensi dello spettatore. Arte che diventa partecipazione e connessione, spazio di attraversamento condiviso per creare comunità del nuovo dialogo, vero luogo di energia poetica senza la quale non esisterebbe rigenerazione del cuore.

ECOLOGICA, ovvero, la preziosità alchemica e sociale della carta

ECOLOGICA, ovvero, la centralità dell’uomo che governa la tèchne

ECOLOGICA, ovvero,  la parola e il testo per trasformare lo sguardo

ECOLOGICA, ovvero,  lamemoria archeologica che crea futuro

ECOLOGICA, ovvero, la via dell’acqua per costruire nuove sostenibilità

l progetto si divide in due parti: CITTÀ (outdoor) e MUSEO (indoor).

La parte outdoor prevede quattro momenti che s’intrecciano lungo vari spot del centro storico di Anzio, creando così una mappatura visiva per offrire allo spettatore l’esperienza della rivelazione improvvisa, del lampo che accende il pensiero attraverso opere di giusta sintesi e virtuosa comunicazione. La parte indoor si concentra a Villa Sarsina dove nel grande salone si vedranno cinque progetti lungo le pareti orizzontali. Sempre nel museo verrà presentato il documentario su Daniele Sigalot, prodotto da RaiCultura, dal titolo “La gravità del superfluo”.

CITTÀ

DANIELE SIGALOT porta, su alcune facciate del centro storico, i suoi stendardi formato ambientale con frasi di grande impatto poetico. Sono statement connessi al contesto, al tema ecologico e ai tipici giochi di senso che caratterizzano, per intelligenza e sagacia metaforica, tutte le opere dell’artista.

STEFANO TRAPPOLINI installa, sulle strade del centro storico, alcune sue Sagome d’Orientamento in scala ambientale e materiali variabili. Saranno idealmente in dialogo con gli statement di Sigalot, così da legare i due interventi in un prezioso gioco di connessioni tra persone e pensiero, segno umano e impronta filosofica.

ANTONIO CATALANI

L’artista ha realizzato per il museo un grande quadro pittorico che conterrà oggetti archeologici, strumenti di pace, simboli universali, temi marittimi, tutti elementi che connotano la memoria storica del luogo e diventano un teatro figurativo urbano. Dal quadro l’artista ha creato una cinquantina di stampe, ognuna corrispondente ad una sezione del quadro. Le singole stampe sono state ritoccate a mano dall’artista, così da creare una diffusione urbana di pezzi unici, ognuno nella vetrina di un negozio della città.

COLLETTIVO BOOM (Giulia Apice, Flavio T. Petricca, Donatella Pinocci)

L’opera, intitolata “Fortuna”, sviluppa un grande neon da esterni con la frase latina DIVA QUAE REGIS, presa dal celebre incipit del Carme 35 del Libro Primo di Orazio, dedicato alla Dea Fortuna. Il verso completo - “O Diva, GratumQuaeRegisAntium” - invoca la divinità venerata nel suo tempio di Anzio. Che oggi, a distanza di secoli, evoca energie poetiche rinnovabili, un messaggio di augurio per il futuro di un luogo che sulla nuova cultura urbana sta ripensando la sua antica natura mediterranea.

VILLA SARSINA AnzioThinkTank2026

OMAGGIO A FAUSTO DELLE CHIAIE (Collezione Giuseppe Barone). A pochi mesi dalla morte, saremo i primi a realizzare un omaggio al grande artista urbano che ha operato per oltre quarant’anni nel cuore della Roma storica, per la precisione a Piazza Augusto Imperatore.

Ogni giorno, prendendo un pullman dalla Sgurgola, l’artista arrivava in centro e si posizionava nel punto migliore sotto l’Ara Pacis, finché ha iniziato a spostarsi mentre procedevano i lavori che hanno trasformato l’area.

Questa piazza è stata il luogo elettivo per le sue poesie tascabili, opere di puro riuso in cui il titolo diventava la chiave, concettuale e poetica, che definiva il frammento riciclato. Per capirci meglio, le sue creazioni nascevano da ciò che l’artista trovava per terra, lungo il tragitto, nei secchi, sui marciapiedi, ovunque esistessero scarti in attesa di nuova virtù poetica. Una volta concluso il suo rifornimento materico, installava le opere come una mostra all’aperto, vendendo a prezzi popolari, poche decine di euro per portarsi a casa piccoli capolavori che farebbero sfigurare molti artisti “ufficiali”. La sua è stata arte non povera ma poverissima in apparenza eppure ricca di senso, intelligenza e amore.

DANIELE SIGALOT. L’artista, in concomitanza con gli stendardi nel centro storico, porta a Villa Sarsina una selezione di opere dal ciclo SUPERFICIAL, ovvero, fotografie in mare aperto con inaspettate mani che, uscendo dall’acqua, sparano nuvole fumogene di vari colori. Uno splendido omaggio al mare nelle sue accezioni oniriche, un inno agli arcobaleni gassosi che animano e non inquinano. Un messaggio sagace per ripensare poeticamente noi stessi e il nostro Mediterraneo, antica culla delle civiltà che merita un futuro di pace navigabile.

ANTONIO CATALANI. Qui viene esposta l’opera originale da cui è nata la moltiplicazione urbana. I negozianti che hanno acquistato il singolo quadro vedranno l’insieme originale e le convivenze del loro pezzo, così da immaginare l’appartenenza ad una comunità di persone che si ritrova nel grande quadro. L’opera diventa una sorta di gioco sociale tra accoppiamenti e vicinanze, tra arte e vita oltre l’opera, nel solco di un dialogo tra l’artista e i cittadini che il luogo lo rendono vivo, giorno dopo giorno.

STEFANO TRAPPOLINI. Una selezione di quadri, scelti in relazione poetica ed estetica con gli interventi delle sagome urbane. Opere che esaltano la centralità della figura umana, riletta come cardine che attraversa le intemperie del mondo (materia) e le ampiezze dei sentimenti (colore). Anche qui risulta evidente il legame satellitare tra città e museo, tra la vita da esterni di alcune opere e la situazione più intima nel salone di Villa Sarsina.

CATERINA GIGLIO. La pittura di Caterina Giglio è una catena di corpi fluttuanti, ondivaghi ed empatici, corpi che si allungano come alberi verso il soffitto stellato, corpi dai capelli amazzonici, corpi in continua trasformazione, corpi dentro una danza matissiana che celebra i sensi in una metamorfosi dei viventi lungo il tempo del Pianeta. Un dipingere che sente la dimensione edenica del pianeta sospeso, un luogo di rifugio in cui abbandonarsi alla poesia, al sentimento empatico, alla gioia della bellezza condivisa. Un luogo EcoLogico che offre al progetto la dimensione favolistica oltre la realtà, come fosse un volo libero sopra la meravigliosa costa di Anzio.