Aprilia, area verde in via Marsica: un parco o una giungla?

Un parco o una giungla? E’ la domanda che salta in mente a chiunque in queste settimane si trovi a passare nell’area verde di via Marsica, all’altezza del civico 61, nel quartiere Toscanini ad Aprilia...

A cura di Redazione
16 aprile 2025 17:13
Aprilia, area verde in via Marsica: un parco o una giungla? -
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Un parco o una giungla? E’ la domanda che salta in mente a chiunque in queste settimane si trovi a passare nell’area verde di via Marsica, all’altezza del civico 61, nel quartiere Toscanini ad Aprilia. Un’area verde che in realtà sarebbe un parco, ma che - così com’è - è inutilizzabile. Le erbacce sono cresciute a dismisura andando a coprire in alcune parte anche il sentiero mattonato. Impossibile accedere oltre la passerella, l’area verde che dà verso la campagna è diventata inaccessibile. Di sera poi fa quasi paura: l’illuminazione pubblica - richiesta dai residenti da anni - non c’è e con i cespugli così alti è davvero inquietante poter portare a passeggio il cane. A dirla tutta, poi, in quel parchetto mancano anche dei cestini gettacarte per permettere anche ai padroni dei cani che escono da quelle parti di poter gettare le deiezioni dei loro animali senza deturpare la via. Un cestino sarebbe utile anche all’inizio di via Marsica. Ogni disservizio è stato già segnalato all’Ufficio Ambiente del Comune di Aprilia, più volte, tramite pec. Dagli uffici è stato spiegato che l’intervento di pulizia è in programma, ma non è ancora stato effettuato nonostante la Progetto Ambiente sia intervenuta già da tempo nella prima parte della via.

“Siamo stanchi - spiegano i residenti - l’area verde merita di essere curata. Quel parco merita una nuova vita, anche per rendere migliore la vita di chi vive in via Marsica. Dei bimbi e dei loro amici a 4 zampe”. Di recente in quel parco sono stati avvistati inoltre una volpe e un istrice. Ci sono molti volatili e altri animali che gironzolano. Sembra quasi una piccola riserva. Sarebbe bello poterla tutelare e farla crescere. Un appello ora viene rivolto al Commissario prefettizio e alla Progetto Ambiente affinché si intervenga presto.

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