APRILIA - ASILI NIDO, schizzano le tariffe e diminuiscono i posti. Genitori nel caos

Schizzano alle stelle le tariffe degli asili nido ad Aprilia, i privati riducono i posti in pochi giorni e le famiglie finiscono nel panico. Una situazione che ha dell’incredibile e che si è generata...

A cura di Redazione
30 luglio 2025 08:00
APRILIA - ASILI NIDO, schizzano le tariffe e diminuiscono i posti. Genitori nel caos -
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Schizzano alle stelle le tariffe degli asili nido ad Aprilia, i privati riducono i posti in pochi giorni e le famiglie finiscono nel panico. Una situazione che ha dell’incredibile e che si è generata in questi ultimi giorni di luglio dopo alcuni controlli mirati effettuati nelle strutture private della città che accolgono bimbi dai 0 ai 6 anni. Ad Aprilia c’è un solo asilo nido comunale che può seguire i bimbi fino ai 3 anni e che ha solo una cinquantina di posti.

Moltissime famiglia ricorrono al servizio privato da sempre: in tanti infatti preferiscono far proseguire il percorso dell’Infanzia al loro figlio presso le strutture private a cui si sono rivolte nei primi anni di vita dei piccoli, sia per non far cambiare routine al bambino, sia perché sono soddisfatti del servizio ottenuto.

Ora, però, cambiano nel momento in cui si cerca di far rispettare le regole arrivano i problemi. Tutto sarebbe nato da alcune ispezioni effettuate nelle ultime settimane che avrebbero fatto emergere la presenza di troppi bambini nelle strutture private sottoposte a verifica. In molti casi - quindi - non sarebbe stato rispettato il limite imposto dalla normativa regionale che stabilisce che debba essere presente in struttura un’educatrice per un massimo di 6 bimbi (problema tra l’altro che si amplifica durante il periodo estivo con la chiusura delle scuole dell’infanzia). Stessa cosa riguarda gli spazi,  in sempre adeguati in rapporto al numero degli iscritti.

La questione è stata risolta dai privati con la chiusura delle iscrizioni e con l’aumento delle tariffe. Una decisione però che ricade come un macigno sulle famiglie apriliane. Molti genitori infatti stanno facendo fatica a trovare posto per settembre, altri sono rimasti allibiti nell’apprendere che la quota mensile proposta è arrivata a costare addirittura fino a 700-800 euro al mese a bambino. Spesa impossibile da sostenere per una famiglia media. Famiglie che ora vengono messe con le spalle al muro nei casi in cui entrambi i genitori lavorano e nessun altro può prendersi cura dei piccoli.

"Il rapporto numerico tra personale educativo e bambini nei nidi d'infanzia - viene indicato nelle linee guida del Governo, poi recepite dalla Regione Lazio - deve essere determinato tenendo conto della natura del servizio offerto, delle caratteristiche della struttura, e dei bambini accolti (numero, età...), nonché dei tempi di apertura del servizio. Il rapporto tra personale avente funzione educativa e i bambini deve essere, di 1 a 7, eccetto per la sezione dei bambini da O a 12 mesi per i quali è previsto un rapporto di 1 a 6 e 1 a 10 per i divezzi dai 24 ai 36 mesi".

La questione si sta diffondendo in città soprattutto grazie ai social dove infiamma la polemica. "La cosa che preoccupa ancora di più - fanno presenti alcuni genitori - è che, a fronte di questa riduzione obbligata dei posti, le rette mensili sono aumentate in modo considerevole e apparentemente uniforme tra tutti gli asili del territorio. Questo fa pensare a una sorta di cartello tra le strutture, che va tutto a discapito delle famiglie. Le famiglie si trovano così a dover scegliere tra meno posti disponibili, rette più alte e meno alternative reali. Tutto questo con il rischio che l’accesso a un servizio essenziale come l’asilo nido diventi sempre più un privilegio per pochi".

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