Aprilia - Assedio, il processo continua: il colonnello dei carabinieri Barbera ricostruisce i fatti. Prossima udienza il 5 dicembre
Assedio, riprende il processo: oggi di nuovo in aula dinanzi al secondo collegio del Tribunale di Latina, composto dalla terna di giudici Nadile-Zani-Trapuzzano Molinaro. Udienza molto lunga quella di...
Assedio, riprende il processo: oggi di nuovo in aula dinanzi al secondo collegio del Tribunale di Latina, composto dalla terna di giudici Nadile-Zani-Trapuzzano Molinaro. Udienza molto lunga quella di oggi iniziata stamattina e ancora in corso.
Il processo lo ricordiamo è scaturito dall’imponente operazione di DDA, DIA, Carabinieri e Polizia di Stato denominata “Assedio” che ha portato al commissariamento per infiltrazione mafiosa del Comune di Aprilia. Sono 19 gli imputati, tra loro anche l’ex sindaco Lanfranco Principi, anche oggi tornato presente in Tribunale accanto ai suoi legali, gli avvocati Siviero e Barbesin.
Ammessi come parti civili, insieme all’ente comunale, difeso dall’avvocato Massimo Sesselego, l’associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, difesa dall’avvocato Benedetta Manasseri, l’associazione “Rete di Giustizia. Il Sociale contro le mafie”, assistita dall’avvocato Fabio Federici e, infine, Libera, difesa dagli avvocati Vincenza Rando e Demetrio Villani. A rappresentare l’accusa il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Alessandro Picchi.
Stamattina in aula è stato ascoltato Davide Lemma, imprenditore ed ex dirigente del Latina Calcio. Un episodio in particolare riguarda Lemma, un’estorsione da 50mila euro di cui si è parlato nella precedente udienza, quella del 21 ottobre scorso, quando sono stati ascoltati i collaboratori di giustizia, Agostino Riccardo e Renato Pugliese. Lemma, - secondo quanto riferito dai due pentiti - venne minacciato dal clan Travali, si rivolse ad Antonio Fusco e a Sergio Gangemi per avere protezione (Gangemi poi lo mise in contatto con Patrizio Forniti).
Dopo essersi nascosto ad Aprilia, Lemma riesce a cavarsela. In suo aiuto Forniti che trova l’accordo con Travali anche per la cessione di ingenti somme di droga.
Lemma in aula ha confermato l’accaduto: “Quando ho chiesto aiuto - racconta - mi aspettavo un intervento pacifico, un incontro di mediazione”. I pentiti invece hanno riferito che venne organizzata una vera e propria spedizione omicida da Aprilia fino a Latina.
In aula poi la deposizione del colonnello Riccardo Barbera, in servizio al Reparto Territoriale di Aprilia fino al 2021. Lungo e complesso il suo intervento che ha ripercorso i fatti salienti dell’inchiesta coordinata dalla Dia di Roma confermando i movimenti della criminalità organizzata sul territorio. Barbera ha ripercorso tutti i capi d’accusa presenti negli anni. Le sue parole però sono state contestate dal collegio difensivo, in particolare dall’avvocato Emiliano Siviero che “ha sottolineato la possibilità che le dichiarazioni del colonnello potrebbero essere parziali, con il rischio che possano influenzare il collegio penale”. L’intero collegio difensivo, inoltre, è tornato a criticare la mancanza negli atti della trascrizione di molte intercettazioni, utili al processo.
Il Collegio difensivo, lo ricordiamo, è composto dagli avvocati Giuseppe Cincioni, Massimo Biffa, Francesco Mercadante, Oreste Palmieri, Donato Felline, Pietro Pomanti, Gianluca La Penna, Fabrizio D’Amico, Gianluca Tognozzi, Andrea Barbesin, Emilio Siviero, Gianluca Agostini, Pierpaolo Dell’Anno e Francesco Vasaturo.
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