Aprilia - Autoparco, c'è una proposta per acquistarlo. Le critiche

FdI: "E' finito in vendita anche il Carnevale Apriliano". Agire: "Preoccupati per quanto sta accadendo alla città".

31 luglio 2026 17:32
Aprilia - Autoparco, c'è una proposta per acquistarlo. Le critiche -
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Vendita dell’autoparco di Aprilia. L’ipotesi è ormai quasi una realtà. Al Comune di piazza Roma è arrivata una sola proposta per l’acquisto, ma potrebbe rivelarsi quella decisiva.

Nel frattempo - e da qui l’ipotesi che ormai la vendita è ad un passo - l’ente ha chiesto alle associazioni che occupano la struttura di viale Europa, in particolare l’Abca (le botteghe che realizzano i carri di carnevale) di liberare l’edificio.

E’ stata anche nominata la commissione che valuterà le domande per la vendita. Nella stessa determinazione dirigenziale è stato specificato che è arrivata una sola istanza di partecipazione per il lotto numero 2.

Su questa notizia sono arrivate le critiche della politica locale. Fratelli d’Italia: “Complimenti alle commissarie, chiamate ad amministrare il Comune di Aprilia ancora per i prossimi mesi. Insieme all'Autoparco, hanno messo in vendita il Carnevale di Aprilia, - spiega il partito - una delle nostre più antiche e prestigiose tradizioni, in grado di richiamare turisti da tutta Italia. Ora, grazie alla loro decisione, verrà ricordato solo come l'ennesima occasione sfumata per la nostra città”.

Oggi - venerdì 31 marzo - anche l’intervento della lista Agire - Idee e Territorio.

“Apprendiamo con grande preoccupazione che la vendita di una parte dell’autoparco comunale di viale Europa sembra ormai sempre più vicina - dice Agire - e che alle associazioni del Carnevale Apriliano è stato chiesto di liberare gli spazi che, da decenni, rappresentano il cuore della costruzione dei carri allegorici. Sia chiaro: non contestiamo la vendita, se necessaria. Contestiamo che si venda senza sapere dove finiranno i carristi apriliani. Perché una scelta patrimoniale legittima può diventare, se presa senza visione, un colpo definitivo a una delle poche tradizioni che questa città sente ancora come propria. Il Carnevale Apriliano non è un semplice evento ricreativo. È uno dei simboli della nostra identità cittadina. È una tradizione che unisce generazioni, coinvolge centinaia di volontari, associazioni, famiglie e giovani. È un patrimonio costruito negli anni con passione e sacrificio. Ridurre tutto questo a un problema di spazi significa dimostrare di non conoscere Aprilia. Interviene sul punto Roberto Massarenti, componente di AGIRE – Idee e Territorio: Nulla quaestio sulla vendita degli immobili dell’autoparco comunale: la scelta è legittima e, in una situazione emergenziale, la si può anche comprendere. Ma due parole su ciò che quel luogo rappresenta bisogna avere il coraggio di dirle, perché lì non ci sono capannoni: ci sono le botteghe dei carristi apriliani. Vendere – e speriamo non svendere – significherebbe togliere agli storici artigiani della nostra città il luogo in cui esercitano la loro arte. Quell’arte che, nei decenni, ha permesso ad Aprilia di esprimere un Carnevale di altissimo profilo, con rilevanza nazionale. Maestranze di grande capacità creativa e opera?va che, senza quelle strutture, vedrebbero scomparire tutto. Non chiuderebbe un magazzino: finirebbe un movimento che la città ha fatto suo da decenni e che considera, a ragione, un patrimonio. Certamente è importante “fare cassa” per risanare, ma il prezzo sociale è altissimo, e lo è ancora di più in un tempo culturalmente appiattito come questo. Il Carnevale apriliano la città lo ha sempre atteso, e non solo scendendo in strada dietro i carri allegorici: lo ha atteso attraverso la dedizione di decine di artigiani, ormai giunti alla seconda generazione. Da ottobre a febbraio, gente dai 20 agli 85 anni, incurante del freddo, quasi sempre dopo l’orario di lavoro e a titolo del tutto gratuito, ha tenuto in piedi tutto questo. Gratuitamente. Per la città. È quella che chiamiamo aprilianità, e che sta venendo meno anno dopo anno. Andrebbe tramandata alle prossime generazioni, non smontata insieme ai capannoni. Non si disperda un patrimonio culturale nel nome di un patrimonio meramente contabile. Come AGIRE – Idee e Territorio vogliamo esprimere pieno sostegno all’ABCA e a tutte le associazioni e le maestranze del Carnevale Apriliano. Sta con chi, senza chiedere nulla in cambio, ha regalato alla città decenni di lavoro volontario e competenze artigianali che non si improvvisano e che, una volta perse, non si recuperano. Le conseguenze di questa scelta, del resto, non sarebbero soltanto culturali. Il Carnevale è sempre stato occasione di aggregazione e di inclusione, ma anche un motore economico capace di richiamare migliaia di persone, sostenere le attività commerciali e dare visibilità alla città ben oltre i confini comunali. È questo il modo di amministrare una città. Noi crediamo di no. Una buona amministrazione non vende semplicemente un immobile: prima tutela ciò che rappresenta un bene per la comunità, pianifica e costruisce soluzioni. Risanare i conti è doveroso, ma non può significare consumare il tessuto sociale e culturale della città, lasciando dietro di sé ferite difficili da ricucire.

Per questo chiediamo alla Commissione Straordinaria di sospendere ogni decisione che comprometta il futuro del Carnevale Apriliano fino a quando non sarà individuata una sede alternativa, adeguata e definitiva. E chiediamo che, prima di ogni ulteriore passo, si apra un tavolo di confronto con l’ABCA e con le associazioni carnevalesche: parlare con chi il Carnevale lo costruisce non costa nulla, e cambia tutto. Perché amministrare significa sì valorizzare il patrimonio pubblico, ma anche preservare il patrimonio immateriale di una comunità. E il Carnevale Apriliano è uno di quei patrimoni che meritano di essere difesi, non sacrifica?.

Agire - Idee e Territorio