Aprilia, beni comunali in vendita. Contrari anche Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista.
“Si tratta di beni collettivi che potrebbero essere recuperati e messi al servizio della comunità”. Si fa riferimento al rudere di Casalazzara, al complesso di Capanna Murata a Campoverde e a parte del capannone dell'Autoparco di Viale Europa.
Beni comunali in vendita ad Aprilia per rimpinguare le casse dell’Ente di Piazza Roma. Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista si uniscono al pensiero di molti cittadini, associazioni ed organizzazioni politiche, ed esprimono contrarietà a quanto contenuto nel documento unico di programmazione del Comune di Aprilia per il triennio 2026-2028. In particolare si fa riferimento al rudere di Casalazzara, al complesso di Capanna Murata a Campoverde e a parte del capannone dell'Autoparco di Viale Europa. “Una scelta - commentano Rifondazione e Sinistra Anticapitalista - che scarica sui cittadini il prezzo di anni di cattiva amministrazione e assenza di visione politica. Si tratta di beni collettivi che potrebbero essere recuperati e messi al servizio della comunità.
La nota congiunta:
"Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista Aprilia si uniscono a cittadini, associazioni e organizzazioni politiche che, in queste ore, stanno manifestando la loro contrarietà a quanto contenuto nel documento unico di programmazione del Comune di Aprilia per il triennio 2026-2028, circa la possibile vendita di numerosi immobili del patrimonio comunale.
Si fa particolare riferimento al rudere Onc di Casalazzara, al complesso di Capanna Murata (l’ex ostello di Campoverde, rimasto inutilizzato dal Giubileo del 2000) e a parte del capannone dell'Autoparco di Viale Europa. La scelta di procedere verso la vendita di beni comunali rappresenta un atto grave e profondamente sbagliato, che scarica sui cittadini di Aprilia il prezzo di anni di cattiva amministrazione e assenza di visione politica.
A prescindere dal carattere politico o commissariale dell'amministrazione, crediamo che non rientri mai nell’interesse pubblico impoverire irreversibilmente il patrimonio della città, per sopperire all'immediata necessità di "fare cassa" con operazioni che, comunque, non saranno sufficienti a risanare i conti, non risolveranno i problemi strutturali e lasceranno un'eredità pesante alle amministrazioni che verranno.
Casa Murata e l’Autoparco non sono “asset” da liquidare, ma beni collettivi che potrebbero essere recuperati e messi al servizio della comunità per finalità sociali, culturali, operative e pubbliche. Venderli significa rinunciare a ogni possibilità di progettualità, consegnando pezzi di città ai privati.
Difendere Casa Murata e l’Autoparco - concludono il Partito della Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista Aprilia - significa difendere il bene comune e il futuro di Aprilia: i cittadini non meritano di essere amministrati come numeri, ma come una comunità da tutelare”.
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