Aprilia, bus dimezzati. “Non siamo numeri”: la rivolta dei pendolari del quartiere Toscanini.

Il Comitato di Quartiere insorge contro la riorganizzazione regionale: "Pendolari intrappolati e coincidenze perse, il risanamento del bilancio non gravi sui cittadini".

11 luglio 2026 10:20
Aprilia, bus dimezzati. “Non siamo numeri”: la rivolta dei pendolari del quartiere Toscanini. -
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“Isolati in casa propria”: è la dura realtà per i residenti del quartiere Toscanini ad Aprilia, scesi sul piede di guerra dopo i pesanti tagli ai bus per raggiungere la stazione ferroviaria. La nuova riorganizzazione regionale del Trasporto Pubblico Locale, scattata ad inizio luglio, ha letteralmente falciato le corse mattutine e pomeridiane, facendo perdere le coincidenze ai tantissimi pendolari diretti a Roma e Latina. Il Comitato di Quartiere Toscanini contesta apertamente la logica dei “fogli Excel” usata per risanare il bilancio dell’ente, definendo il piano “un’operazione di macelleria” che calpesta il diritto alla mobilità di lavoratori, studenti e anziani. I cittadini di Aprilia chiedono un tavolo di confronto urgente con la Regione e l’Astral ed il ripristino immediato dei collegamenti: “non siamo numeri da tagliare, - hanno detto - meritiamo rispetto. La Commissione Straordinaria del Comune ha il compito di traghettare la città fuori da questa emergenza”.

“Mentre il palazzo comunale resta blindato sotto il peso del commissariamento, - scrive il Comitato di Quartiere Toscanini - la vita quotidiana degli abitanti di Aprilia, e in particolare di chi vive nel quartiere Toscanin, è precipitata in un incubo logistico senza precedenti. La cosiddetta ‘riorganizzazione e ottimizzazione’ del trasporto pubblico, calata dall’alto nel quadro del piano UdR regionale, non è altro che un’operazione di macelleria sociale, spacciata per razionalizzazione.

Il risultato, sotto gli occhi di tutti in queste prime settimane di luglio, è devastante. Il quartiere Toscanini, uno dei polmoni demografici più densi della nostra città, è stato di fatto quasi isolato nelle ore di maggior fruizione del servizio TPL. Le corse degli autobus che garantivano il collegamento con la stazione ferroviaria sono state falcidiate. Per chi deve raggiungere il posto di lavoro a Roma o Latina, la mattina presto è diventata una corsa a ostacoli, un terno al lotto che spesso si conclude con la perdita della coincidenza ferroviaria. E al rientro, nel pomeriggio, il dramma si ripete: attese infinite, incertezza e la frustrazione di un servizio pubblico che ha smesso di essere “pubblico” per trasformarsi in un optional di lusso, disponibile solo per chi può permettersi l’auto privata.

“Che il Comune di Aprilia sia oggi gestito da una Commissione Straordinaria – attaccano i rappresentanti del comitato di quartiere Toscanini – non può e non deve essere la scusa per l’abbandono. Sappiamo bene che il bilancio dell’ente va risanato, ma è inaccettabile che il prezzo di questo rigore ricada esclusivamente sulle spalle delle fasce più deboli: studenti, anziani, lavoratori pendolari. Si sta attuando un taglio lineare e cieco, figlio di una burocrazia che guarda solo ai fogli Excel e ignora la dignità dei cittadini. Risparmiare è un dovere, ma non a costo dell’isolamento di interi quartieri.

Dove sono le soluzioni alternative? Perché non si è pensato a una rimodulazione intelligente delle frequenze, magari potenziando le fasce di punta e riducendo le corse inutili in orari di scarico? Perché non si è cercato un tavolo di confronto serio con la Regione per pretendere un servizio che risponda alle reali esigenze del territorio, anziché subire passivamente un piano che è tutto fuorché ottimizzato? Non accetteremo che il risanamento dei conti passi per la distruzione del diritto alla mobilità.

La collettività ha bisogno di servizi efficienti, non di un deserto di bus. La Commissione Straordinaria ha il compito di traghettare la città fuori dall’emergenza, - conclude il Comitato - non di affossare definitivamente ciò che resta del tessuto sociale cittadino. Il Comitato di Quartiere Toscanini non rimarrà a guardare. Chiediamo risposte immediate, chiediamo il ripristino delle coincidenze ferroviarie e pretendiamo che il diritto di muoversi non sia un privilegio per pochi. Se la riorganizzazione regionale è questa, che venga riscritta. I cittadini di Aprilia non sono numeri da tagliare, sono persone che pagano le tasse e meritano rispetto”.