Aprilia - Cambio medico di famiglia, boom di richieste e servizio nel caos: code e pochissimi posti
Calvario per scegliere un nuovo medico di medicina generale, bisogna recarsi alla Asl anche se si ha lo Spid. In coda già dalle 5 del mattino. Ma ad Aprilia la mancanza di medici è un problema che dura da troppo tempo.
Medico di famiglia? Ad Aprilia il servizio è sempre più nel caos. Il numero dei sanitari non è sufficiente, come è noto, a coprire in modo ottimale la domanda degli utenti. E la situazione si sta aggravando proprio in questo mese di agosto durante il quale altri medici di medicina generale stanno per andare in pensione.
Si tratta ora di un vuoto lasciato per circa 10mila pazienti che devono correre ai ripari a stretto giro, rivolgendosi alla Asl di Aprilia per poter cambiare il medico di base. Una richiesta che non è possibile fare agevolmente, perché non basta possedere uno Spid.
Il disservizio grave, infatti, si verifica perché i medici disponibili che risultano acquisibili tramite il sito SaluteLazio.it sono appena due (il dottor Pier Francesco Russo e il dottor Mario Ionta), mentre per i medici a cui è stata concessa una deroga (con l’aumento di pazienti annuale), la richiesta per essere inseriti nelle loro liste si può effettuare solo di persona tramite l’ufficio di via Giustiniano o inviando una mail ([email protected]).
La gestione delle pratiche però è in sofferenza. In questi giorni si segnalano infatti lunghe code in via Giustiniano, con difficoltà di poter prendere un numeretto conta file o di poter vedere evasa la propria richiesta entro la giornata. C’è chi si presenta alla Asl alle 5 del mattino per poter accaparrarsi un posto in fila e spesso sono persone anziane. Bisogna comunque tenere presente che presso l’ufficio di Aprilia c’è una sola dipendente al lavoro, con un’altra addetta da poco giunta in soccorso. Ma come detto le pratiche da gestire sono numerosissime e i tempi stringono.
Mandare una mail, in apparenza la via più facile da scegliere, non risolve comunque il problema: le pratiche anche tramite portale vengono evase dalla stessa persona che gestisce l’ufficio per il cambio medico che come detto da sola, ovviamente, non riesce a seguire tutto rapidamente. E le email in questi giorni sono davvero tantissime, con una casella di posta che esplode. Molte mail quindi rischiano di perdersi nel nulla.
Insomma la situazione è davvero intricata. Potendo offrire uno spunto a chi gestisce il servizio: si potrebbe dare la possibilità agli utenti, soprattutto a quelli anziani, di poter prendere un appuntamento in modo tale da evitare inutili ed estenuanti code. Con la garanzia, quindi, che prima o poi si potrà essere ricevuti.
La questione però è molto più difficile da risolvere e il problema vero sta a monte: le regole contenute nel bando per l’assegnazione dei medici di medicina generale nel Lazio andrebbero modificate. Con il coinvolgimento dei sindacati, naturalmente.
L’appello alla Regione Lazio
“Purtroppo - spiega Claudio Frollano del Tribunale per i Diritti del Malato - quando un medico accede al bando e ottiene l’assegnazione, in questo caso Aprilia, poi ha la possibilità di scegliere un’altra destinazione, anche in un’altra città. E accade proprio questo, non è chiaro per quale motivo i medici ad Aprilia non restano, scelgono poco dopo sedi di Roma o Latina. Ci sono medici che nel capoluogo pontino hanno 500 pazienti e potrebbero essere utili invece ad Aprilia. Ma ripeto - dice Frollano - vanno cambiate le regole del bando per le liste dei medici di medicina generale: si dovrebbe aprire un bando specifico per la città a cui servono medici in un determinato periodo temporale. Qui lanciamo l’ennesimo appello alla Regione Lazio affinché si attivi per poter affrontare una vicenda ormai cronica e che non trova soluzione da anni”.
Nel Lazio mancano all’appello 300 medici di base, ad Aprilia la situazione è critica da tempo e rischia di peggiorare con il tempo considerato che anche altri dottori andranno presto in pensione. Numeri sommari indicano questo: in città ci sarebbero circa 44 medici in servizio a fronte di almeno 60 sanitari che dovrebbero coprire il settore.
28.0°