Aprilia, caso Terribili: la proroga al dirigente indagato finisce in Parlamento.
La coalizione progressista chiede risposte al Ministro Piantedosi: "Servono trasparenza e discontinuità in un Ente sciolto per mafia".
Il centrosinistra di Aprilia porta il caso della proroga del dirigente dei Lavori Pubblici del Comune, Paolo Terribili, direttamente in Parlamento. La coalizione progressista contesta duramente la decisione della Commissione Straordinaria di trattenere in servizio il funzionario oltre la pensione. Terribili è infatti indagato dalla DDA per turbativa dìasta nell'ambito dell'inchiesta “Assedio Ter” sulla gara del Trasporto Pubblico Locale. Pur ribadendo la presunzione d’innocenza, il centrosinistra denuncia la mancata applicazione della rotazione degli incarichi in un Ente sciolto per mafia. È stata, quindi, depositata un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il testo è stato firmato da Matteo Orfini (PD); Maria Elena Boschi (IV); Stefania Ascari e Ilaria Fontana (M5S); Filiberto Zaratti e Elisabetta Piccolotti (AVS).
Nell’interrogazione chiedono regole più rigide sulle conferme dei dirigenti sotto indagine. La coalizione progressista (Aprilia Domani, AVS, Italia Viva, M5S e Partito Democratico) punta a segnare una netta discontinuità con il passato per riportare trasparenza e legalità in città.
Il testo dell’’interrogazione parlamentare.
La nota:
“Aprilia Domani - Progetto Civico Italia, Europa Verde, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Partito Democratico esprimono forte preoccupazione per la decisione della Commissione Straordinaria del Comune di Aprilia di trattenere in servizio, oltre i termini maturati per il pensionamento, il dirigente del Settore Lavori Pubblici Paolo Terribili, indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nell'ambito del filone "Assedio Ter" per il reato di turbativa d'asta, in relazione alla gara per l'affidamento del Trasporto Pubblico Locale bandita nel 2019.
Riteniamo che si tratti di una scelta grave, Aprilia è un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose: la relazione che ha portato allo scioglimento ha documentato una vera e propria occupazione sistemica della macchina amministrativa da parte della criminalità organizzata, con condizionamenti su appalti, assunzioni e gestione della cosa pubblica. In un contesto simile, ogni decisione della gestione commissariale dovrebbe rispondere, prima di ogni altra esigenza, al bisogno di ricostruire la fiducia dei cittadini e di segnare una netta discontinuità con il passato. Prorogare in servizio, oltre i limiti pensionistici, un dirigente coinvolto in un procedimento connesso proprio alle vicende che hanno portato allo scioglimento dell'ente va nella direzione opposta.
Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, che rimane un principio costituzionale non negoziabile e che nessuna delle forze firmatarie intende in alcun modo mettere in discussione, giudichiamo grave la mancata applicazione di un principio di rotazione dei dirigenti negli enti commissariati per infiltrazioni mafiose. La rotazione degli incarichi non è un formalismo burocratico: è uno strumento essenziale di prevenzione, pensato proprio per evitare che si consolidino situazioni di contiguità, di condizionamento o anche solo di percezione di continuità con assetti di potere che le istituzioni hanno il dovere di superare. Un Comune sciolto per mafia dovrebbe applicare questo principio con particolare rigore, non con eccezioni.
Per queste ragioni abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno Piantedosi, chiedendo se ritenga opportuna la scelta compiuta dalla Commissione Straordinaria e se non intenda assumere iniziative, anche di carattere normativo, per introdurre criteri più stringenti sulla conferma, la proroga e la rotazione dei dirigenti coinvolti in procedimenti giudiziari collegati alle cause dello scioglimento, durante la gestione commissariale. Il testo è stato firmato da Matteo Orfini (PD); Maria Elena Boschi (IV); Stefania Ascari e Ilaria Fontana (M5S); Filiberto Zaratti e Elisabetta Piccolotti (AVS).
Il commissariamento per infiltrazioni mafiose rappresenta una delle pagine più difficili e dolorose della storia di Aprilia, sia per la gravità dello stato dell’Ente che per le radici profonde da cui ciò è avvenuto. Proprio per questo riteniamo che oggi sia necessario aprire una nuova fase, fondata su trasparenza, legalità e ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. In questi mesi le forze della coalizione hanno scelto di lavorare con costanza sul territorio, confrontandosi con cittadini, associazioni, comitati e realtà sociali, costruendo proposte e una visione condivisa per il futuro della città. Un lavoro serio, quotidiano e unitario che ha consolidato una coalizione consapevole delle sfide che attendono Aprilia, pronta ad assumersi la responsabilità di guidarne il rilancio, mettendo al centro competenza, partecipazione e buona amministrazione. Dopo una stagione così complessa, la Città avrà bisogno di tornare a far partecipare i cittadini, per scegliere una politica all’altezza del compito e una classe dirigente capace di accompagnare Aprilia verso una nuova stagione di legalità, sviluppo e fiducia. Su questo continueremo a lavorare con costanza e determinazione e siamo pronti ad assumerci la responsabilità”.
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