Aprilia, discarica di Sant'Apollonia: "I 14milioni persi per la bonifica investiti a Ventotene e Graffignano"

“Una ferita aperta da quarant'anni e un'occasione storica mandata in fumo. - spiegano Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi - la conferma arrivata dal Governo segna una delle pagine peggiori per la tutela ambientale"

27 luglio 2026 16:27
Aprilia, discarica di Sant'Apollonia: "I 14milioni persi per la bonifica investiti a Ventotene e Graffignano" -
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Arriva l’ufficialità: i 14milioni di euro pianificati per la bonifica della discarica di Sant’Apollonia ad Aprilia sono stati reinvestiti. Lo conferma Europa Verde Aprilia.

Secondo il partito di centrosinistra, l’ingente somma di denaro a disposizione con il Pnrr è stata dirottata verso le città di Graffignano (Viterbo) e Ventotene.

“Una ferita aperta da quarant'anni e un'occasione storica mandata in fumo. - spiegano Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi - la conferma arrivata dal Governo segna una delle pagine peggiori per la tutela ambientale del nostro territorio: i 14 milioni di euro previsti dal PNRR per la bonifica del sito orfano dell’ex discarica di Sant’Apollonia sono andati definitivamente perduti, dirottati verso altre città a causa di un rimpallo di responsabilità tra il Comune di Aprilia e la Regione Lazio”.

La risposta del Governo in Commissione Ambiente

A tracciare una linea definitiva su questa grave vicenda fu la risposta del sottosegretario all’Ambiente all’interrogazione parlamentare presentata dai deputati di Alleanza Verdi Sinistra, Filiberto Zaratti e Angelo Bonelli, presidente nazionale e co-portavoce di Europa Verde.

In Commissione Ambiente, il Governo certifica la perdita del finanziamento, adducendo come motivazione il presunto mancato consenso all'accesso all'area da parte dei proprietari. “Una giustificazione - dicono Fiorentini e Samperi - che per noi non è sufficiente: il Comune di Aprilia, prendendosi l'onere di soggetto attuatore, avrebbe dovuto siglare un accordo con la proprietà del progetto (Frales) per l'accesso all'area, ma una bozza di contratto, redatta però solo dal Comune di Aprilia, apparve solo dopo un anno. Questa bozza di contratto fu frutto della fretta di mostrare passi avanti da parte dell'amministrazione che in realtà si era impantanata. Come emerso successivamente, solo nel luglio 2024 il Comune di Aprilia e i tecnici della società statale SOGESID hanno regolarmente effettuato un sopralluogo nell'area, redigendo un verbale ufficiale. L’inerzia delle istituzioni è costata alla città di Aprilia il più grande finanziamento per il risanamento ambientale mai ricevuto”.

Gli atti del commissario D'Attilio

Il Commissario straordinario D'Attilio, dopo l'interrogazione Parlamentare dell'On. Zaratti scoperchiò il vaso di Pandora e fece iniziare il rimpallo di responsabilità tra la Regione Lazio, guidata dalla giunta Rocca che aveva l'onere di monitorare l'opera, e il Comune di Aprilia guidato dalla giunta Principi, poi sciolta per Mafia, formalizzò la rinuncia al ruolo di soggetto attuatore esterno, un atto che il Comune avrebbe dovuto formalizzare negli anni passati, una volta essersi accorto di non aver la forza di portare avanti il progetto, mentre la Regione Lazio, che avrebbe dovuto supervisionare e garantire l'avanzamento dell'opera, ha dimostrato un tempismo paradossale su un altro fronte.

“Mentre i fondi per pulire i veleni del passato venivano lasciati scadere, - dicono ancora Fiorentini e Samperi - la Regione Lazio dava il via libera al progetto di un nuovo impianto di stoccaggio dei rifiuti nell'area immediatamente adiacente a Sant'Apollonia. Con Europa Verde siamo stati impegnati al fianco dei cittadini in una battaglia per fermare questo scempio, battaglia che si è intrecciata con la vicenda dell’istituzione del vincolo paesaggistico della "Campagna Romana" da noi sostenuta, che pone sotto tutela il territorio nord-ovest di Aprilia. La transizione ecologica e la riqualificazione ambientale non si fa a parole. Aver perso i fondi PNRR per la bonifica di Sant'Apollonia non è solo un errore politico-amministrativo, ma uno schiaffo inaccettabile alla salute e al futuro dei cittadini di Aprilia. Con l'amaro in bocca possiamo solo dire: almeno verranno utilizzati per altri progetti e non dovranno essere restituiti all'Europa”.