Aprilia, la storica sala Manzù cambia nome. La scelta che divide

La figlia di Manzù: "La Commissione così manca di rispetto a mio padre". Gli interventi di Anpi, Udc, Comitato Aprilia Centro e dell'ex assessora alla Cultura, Monica Tomassetti

24 agosto 2026 11:52
Aprilia, la storica sala Manzù cambia nome. La scelta che divide  -
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Sta creando polemiche la scelta della Commissione Straordinaria di Aprilia di cambiare il nome della storica Sala "Manzù" che da settembre sarà invece intitolata ad “Aleardo Nardinocchi”, docente ed architetto apriliano, prematuramente scomparso nel 2015.

La sala Manzù è stata per anni simbolo di cultura, l’aula più importante dell’intera biblioteca comunale. A dire il vero l’intero edificio è già intitolato all’artista di fama mondiale che ha passato gran parte della sua vita tra Ardea ed Aprilia. Una sua opera - lo ricordiamo - è esposta nei giardini del Palazzo dell’Onu a New York.

Ad aprile scorso la delibera con la quale si formalizza l’intitolazione della sala all’architetto Nardinocchi che dopo 35 anni di fatto cambierà nome. E accadrà ufficialmente a settembre. A complicare la questione - secondo quanto sottolinea negli atti la Commissione - la mancanza degli atti che confermerebbero l'intitolazione avvenuta nel 1991 della sala proprio a Manzù.

Cittadini e politica locale ora chiedono lumi alla Commissione Straordinaria, che purtroppo è sempre meno attenta alla comunicazione chiara e puntuale con la comunità.

“Ritengo che togliere la storica intitolazione della sala maggiore della biblioteca comunale di Aprilia a Giacomo Manzú sia una mancanza di rispetto”, ha commentato nelle scorse ore la figlia del noto artista, Giulia Manzú.

L’Anpi - tramite il professor Fasano - sottolinea poi: “E’ un compito importante fare un’intitolazione, certamente non semplice, perché richiede la capacità di interpretare l’anima della Città, il vissuto, la sua Storia. Occorre perciò molta attenzione quando si promuove un iter di intitolazione di una via o di una piazza, a partire dall’assoluta evidenza che il risultato serve al cittadino, alla memoria storica della Comunità, alle nuove generazioni che ne sono il futuro. La notizia della cancellazione della intitolazione della Sala grande della Biblioteca comunale allo scultore Giacomo Manzu’ perché “..priva di specifica intitolazione” (Giornale del Lazio) ci lascia perplessi e ci chiediamo - dice Fasano elencando poi tutti i quesiti a cui si spera di avere presto risposte - 1 –  Non ci sono atti ufficiali? Possibile. A questo punto sarebbe necessario una verifica complessiva sul “patrimonio” culturale odonomastico e toponomastico dell’intero territorio urbanistico. 2 – La cerimonia dell’intitolazione (1991) alla presenza dell’allora Prefetto di Latina Giovanni Orefice segnala una omissione istituzionale corresponsabile? 3 – La delibera dell’Aprile 2026 va, come speriamo, nel senso di un invito a un più corretto iter riguardo alle intitolazioni, che va ripercorso secondo legge? Su questo siamo d’accordo! 4 – Infine. Resta da capire se, con tutti i problemi irrisolti che i cittadini stanno pazientemente affrontando in questi anni di Commissariamento, l’affaire Manzù ha una qualche rilevanza sulla partecipazione e responsabilità dei cittadini alla cosa pubblica”.

E infine l’udc di Aprilia chiede ora l’accesso agli atti per capire cosa sia avvenuto negli anni.

Di seguito la nota stampa di Pietro Fazio coordinatore dell’Udc Aprilia.

L’UDC di Aprilia ha chiesto l’accesso agli atti per fare chiarezza sull’intitolazione della sala maggiore della Biblioteca Comunale all’architetto Aleardo Nardinocchi. Nella deliberazione n. 29 del 15 aprile 2026 la Commissione Straordinaria afferma che la sala maggiore sarebbe “priva di specifica intitolazione”. Un passaggio che, a nostro avviso, merita un approfondimento. Per decenni, infatti, quella sala è stata conosciuta ad Aprilia come Sala Giacomo Manzù e questa denominazione compare anche in documenti dello stesso Comune. Abbiamo quindi chiesto gli atti relativi alla Sala Manzù, la deliberazione del 2011 con cui l’intera Biblioteca venne intitolata a Giacomo Manzù e tutta la documentazione che ha portato alla decisione assunta nel 2026. Vogliamo capire soprattutto questo: esiste un atto che abbia revocato o modificato la precedente denominazione della Sala Manzù? Non c’è alcuna volontà di mettere in discussione la figura di Aleardo Nardinocchi e il riconoscimento che la città intende tributargli. La questione è un’altra e riguarda la storia della nostra Biblioteca e il rapporto che Aprilia ha avuto per tanti anni con Giacomo Manzù. Abbiamo preferito chiedere i documenti prima di esprimere giudizi. Una volta acquisiti gli atti, valuteremo quanto emergerà e ne informeremo la città.

Sulla vicenda è intervenuto il Comitato Aprilia Centro

Apprendiamo dalla stampa dell’azione svolta dalle Commissarie prefettizie in merito alla revoca dell’intitolazione della sala della biblioteca, non più al celebre artista Manzu’.
Riteniamo giusto il ricordo dell’Arch. Nardinocchi ma riteniamo si potesse trovare un altro luogo o un altra forma. L’artista Manzu’ è il fiore all’occhiello della storia di Aprilia e riteniamo tale revoca un atto sbagliato perché non rispetta la storia di Aprilia, non rispetta la famiglia dell’artista e non rispetta la volontà di una intera comunità. Ci auspichiamo che le Commissarie revochino immediatamente tale decisione, ripristinando al piu presto l’intitolazione al maestro Manzu'.

Ed oggi 24 agosto 2026 anche l'ex assessora alla Cultura, Monica Tomassetti dice la sua:

In questi ultimi giorni d’estate la nostra comunità cittadina si è trovata ad affrontare, tra i tanti problemi che la attanagliano, la questione della intitolazione della sala maggiore della biblioteca comunale. Il dibattito mi ha interessato e ritengo doveroso dare un mio contributo in quanto, sebbene trascorsi più di 20 anni, ho avuto in questa città il ruolo di Assessore alla Cultura, ma anche da cittadina apriliana, ho sempre chiamato la sala maggiore della biblioteca comunale con il nome di sala Manzù. Quali sono i fatti? con una delibera ormai di quattro mesi fa la sala Manzù è stata intitolata al nostro concittadino Architetto Aleardo Nardinocchi scomparso da più di 10 anni. Subito sono stata sorpresa da un dilemma: perché da cittadina apriliana che ha sempre creduto nell'identità della nostra città, nelle potenzialità dei nostri concittadini, nella necessità di valorizzare il territorio anche attraverso i protagonisti della nostra storia, mettere in discussione questa scelta? La risposta è venuta da sola: in quanto la costruzione dell'identità storica di una città passa anche attraverso i nomi dei luoghi. Cambiare un nome ad un luogo che è sempre stato il cuore pulsante di tutte le iniziative culturali, artistiche, storiche, politiche, significa andare a recidere un legame che nella nostra città si è creato molto lentamente e ormai si è sedimentato. La sala Manzù mi ricorda il primo incontro politico al quale ho partecipato, un importante convegno dell’ottobre 2001 nel quale abbiamo stabilito il trait-d’union tra il Latium Vetus e la città di Fondazione, la mostra permanente di reperti archeologici, successivamente smantellata (purtroppo), e quasi tutti gli eventi importanti di Aprilia. E allora cosa fare? Non creare questa frattura nella memoria della città, soprattutto per il doveroso rispetto al ricordo del nostro concittadino, e, trovare un luogo altrettanto simbolico per ricordare e valorizzare la sua figura. Lasciare alla sala Manzù il suo nome è semplicemente conservare la storia di Aprilia, quel che abbiamo metabolizzato nel tempo, quello che ci appartiene, poi, in aggiunta a questo unire altra storia, perché ad Aprilia c’è sempre stato e ci sarà spazio per tutti.