Aprilia, lavori in via Ugo La Malfa. Abbattuto il vecchio olivo della rotatoria davanti alla chiesa di Santi Pietro e Paolo.
L’associazione Aprilia Libera denuncia l’eliminazione del verde pubblico in via Ugo La Malga “senza alcun confronto con associazioni e cittadini”.
Lavori in via Ugo La Malfa, ad Aprilia: il cantiere, aperto da alcune settimane, ha portato anche all’abbattimento del vecchio olivo della rotatoria davanti alla chiesa di Santi Pietro e Paolo. L’associazione “Aprilia Libera”, attraverso una nota a firma di Rosalba Rizzuto, denuncia l’eliminazione del verde pubblico in quella zona della città, senza un coinvolgimento strutturato di associazioni e cittadini. “Le scelte che riguardano ambiente, salute e territorio - ha commentato - non possono essere opache o calate dall’alto. Servono processi decisionali trasparenti e accesso reale agli atti e ai dati”.
“Lo scorso martedì 3 febbraio 2026, - commenta - in perfetta continuità di stile ed intenti coltivata negli annali storici del comune di Aprilia (senza eccezione da almeno 50 anni), si è consumato l’ennesimo ecocidio, per fare spazio ad asfaltature e altro consumo di suolo: tra le altre essenze, sono riusciti ad abbattere il vecchio olivo della rotatoria davanti alla chiesa di Santi Pietro e Paolo, trapiantato una decina di anni fa proprio dagli stessi che oggi lo eliminano. Che sia travestito da PRG, da PRINT, da PINQUA, da PNRR, non ha nessuna importanza, perché in QUEL PALAZZO non è mai transitata nemmeno un’anima connessa con il pianeta Terra, nessuno con almeno un minimo di sensibilità, visto che le competenze, le conoscenze, le intelligenze sono sempre difettate.
È in questo panorama, che non ci dobbiamo più meravigliare se giorno dopo giorno la gente dalle case, transita per l’hospice e poi per il cimitero, che sta scoppiando!
È incredibile che lì dentro proprio non riescano a capire che, qui ad Aprilia, si muore per inquinamento e che l’unica salvezza, vista la pochezza di spirito di chi amministra, - che non fa né prevenzione, installando centraline di monitoraggio, (richieste da innumerevoli anni al posto della inutile e sempre scassata Aprilia2, posta in un parco del centro), né cura, risanando, riforestando e disimpermeabilizzando il territorio -, è circondarsi di verde di qualità, prati che sequestrano CO2 nel suolo, alberi che producano ossigeno, foglie che trattengano particolato sottile, aiuole che circondano alberi e viali - e non che strozzino i colletti delle piante -, interruzioni e sanzioni delle attività industriali che sforino le soglie di emissioni di legge, gestione competente del verde, ripiantumazione di essenze arboree laddove sono stati effettuati abbattimenti – e non cementificazione delle stesse aiuole -, vera riqualificazione urbana con risanamento dei numerosi siti contaminati, aree a verde e arresto dell’espansione edilizia e industriale! Invece, assistiamo solo a maggior inquinamento, furto di suolo, cementificazioni, impermeabilizzazioni, spandimento di rifiuti sopra e sotto il suolo, deforestazione!
Possibile che non si capisca che lo spazio che abbiamo a disposizione è finito e limitato? Ma voi, dentro casa vostra, accendereste contemporaneamente decine di motori a combustibili fossili h24? E occupereste ogni spazio vitale con cataste di mobili, pure davanti a porte e finestre, passaggi e corridoi? E vi tappereste dentro, sigillati, senza mai far circolare ossigeno? E spargereste ovunque immondizia e lordure senza mai pulire, eliminare, spegnere, fermare, sgombrare, lavare, arieggiare, illuminare, decorare e rendere vivibile e sano il luogo in cui vivete?
Le scelte che riguardano ambiente, salute e territorio non possono essere opache o calate dall’alto! Servono processi decisionali trasparenti, accesso reale agli atti e ai dati, e un coinvolgimento strutturato di associazioni e cittadini. E ASCOLTO! La partecipazione non è un orpello: è una garanzia di qualità delle decisioni pubbliche. Chi ha amministrato finora, ha evitato ciò.
Aprilia è la nostra casa! E qui ci stanno ammazzando nello schifo dei rifiuti e nel degrado ambientale! Qualcuno si può opporre a tutto ciò? È questo che lasceremo ai nostri figli? Abbiamo rubato loro proprio tutto, pure la speranza”.
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