Aprilia - "Mamma mi servono soldi", tenta truffa del falso sms e chiede 3.200 euro
“Mamma sto provando a chiamarti ho perso il telefono e non ho linea, questo è un nuovo numero lo puoi salvare e scrivermi su whatsapp?”. Da tempo ormai gira la truffa del falso sms. In tantissimi han...
“Mamma sto provando a chiamarti ho perso il telefono e non ho linea, questo è un nuovo numero lo puoi salvare e scrivermi su whatsapp?”. Da tempo ormai gira la truffa del falso sms. In tantissimi hanno ricevuto messaggi simili. L’altro giorno lo ha ricevuto anche la signora Silvia di Aprilia che per un puro caso e per fortuna non è caduta nel raggiro. Stava per consegnare 3.200 euro al truffatore che si era finto il figlio, Giuseppe, in difficoltà. La donna appena ha visto il messaggio ha iniziato a pensare che Giuseppe fosse proprio nei guai e così ha deciso di rispondere. E’ nata una lunga conversazione nella quale il malvivente le ha raccontato a grandi linee che aveva ricevuto delle limitazioni sul conto corrente e che, trovandosi a corto di denaro, aveva bisogno di aiuto. Una cosa urgente da risolvere, poi avrebbe restituito tutto alla mamma in pochissimi giorni. La donna ha continuato a chattare con lui fino a quando ha deciso di fare una chiamata vocale sul numero che gli appariva. Il truffatore ha risposto inizialmente, poi ha finto che la comunicazione era disturbata e ha riattaccato. Ha continuato ad inviare altri messaggi affermando che non sentiva nulla e che era meglio continuare a parlare in chat. L’uomo poi ha iniziato ad essere insistente e a chiedere il bonifico istantaneo il prima possibile. Alla donna sono state inviate anche una tessera sanitaria e una poste pay intestata ad un certo “Enrico Forte”. Indicando poi anche l’Iban e la causale. "Io ho avuto subito dei dubbi - spiega Silvia - mio figlio non avrebbe mai fatto una richiesta del genere. Eppure ho iniziato a chattare con questo signore, le sue richieste sono diventate così insistenti che ho avuto un po’ di paura. Così ho chiamato il mio vero figlio, Giuseppe, e ci ho parlato per capire cosa stesse accadendo. Giuseppe mi ha subito bloccata e mi ha detto di non continuare a parlare con questo signore e anzi di correre dai carabinieri. Così ho fatto. L’uomo comunque ha continuato per diverse ore a chiedermi 3.200 con la promessa che me li avrebbe ridati entro lunedì prossimo". Silvia si è recata dai carabinieri di via Tiberio per presentare una denuncia e raccontare ogni cosa, volendo depositare anche il contenuto dei messaggi, compresa la foto della tessera sanitaria e della carta di credito ricevute. Il reato però non si era consumato e i carabinieri non hanno proceduto a formalizzare l’atto. "Ad ogni modo - spiega Silvia - voglio che sempre più persone vengano messe in guardia. E’ vero che non è facile cadere in trappole del genere, ma è meglio informare le persone che esistono cose del genere".
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