Aprilia - “Mio figlio 5 anni aggredito mentre giocava a palla”
Doveva essere un pomeriggio come tanti, i genitori ultimavano le faccende di casa mentre i bimbi giocavano a palla. E invece è stato un sabato da incubo, da dimenticare, terminato al pronto soccorso e...
Doveva essere un pomeriggio come tanti, i genitori ultimavano le faccende di casa mentre i bimbi giocavano a palla. E invece è stato un sabato da incubo, da dimenticare, terminato al pronto soccorso e con una richiesta di aiuto ai carabinieri. Il racconto dell’ennesima vicenda di violenza arriva da una donna di Aprilia che si è trovata a dover difendere, insieme al marito, il figlio di appena 5 anni da un uomo. Senza ancora capirne il motivo. I fatti sono avvenuti nel quartiere Toscanini, una settimana fa nei pressi di via Amburgo. I figli di una coppia che vive in zona (tre bambini di 5, 8 e 9 anni) erano sotto casa a giocare a pallone. Come facevano spesso. I genitori li guardavano mentre ultimavano alcune faccende. Poco dopo è arrivato un uomo, di circa 50 anni, insieme alla figlia piccola di 3 anni. La bimba ha giocato un po’ con i tre ragazzini, poi essendo più piccola si è allontanata sempre in compagnia del padre. Poco dopo si è scatenato il panico. L’uomo ha avvicinato come una furia il bimbo di 5 anni, il più piccolo dei fratellini che giocavano sotto casa, lo ha afferrato per il collo strattonandolo e poi ha tentato di dargli un calcio quando per fortuna i genitori notando la scena hanno iniziato ad urlare. Poi sono corsi sul posto in fretta e il padre del bambino si sarebbe lanciato sull’uomo per allontanarlo dal piccolo. Ne è nato un parapiglia, mentre la madre del bambino ha subito chiesto l’intervento dei carabinieri di Aprilia. I militari sono arrivati sul posto ed hanno cercato di riportare la calma, mentre il 50enne si era chiuso dentro un negozio. I militari hanno ascoltato la versione di entrambe le parti e poi avviato ulteriori accertamenti. I genitori del bimbo di 5 anni sono corsi al pronto soccorso. Il piccolo ha riportato delle ecchimosi al collo ed un forte stato di agitazione, come è avvenuto anche per i fratellini, molto provati da quanto accaduto. Una scena mai vista prima, impossibile da prevedere e da immaginare. “Mi si gela il sangue se ci penso – racconta la mamma turbata da quanto accaduto – se non fossimo arrivati lì in tempo quell’uomo avrebbe sferrato un calcio a mio figlio, facendogli molto male. Una violenza di questo tipo non ha giustificazioni. I miei figli ora sono rimasti molto toccati dall’accaduto, non è facile riprendere a vivere le nostre giornate normalmente”. La coppia si è recata presso la caserma di via Tiberio il giorno dopo per sporgere una formale querela muniti anche del referto del pronto soccorso. I carabinieri hanno ascoltato anche il 50enne per capire perché sia avvenuta l’aggressione. L’uomo – secondo i primi riscontri – non sarebbe riuscito a spiegarne il motivo. Sarebbe quindi stato un improvviso raptus o una perdita di controllo improvvisa. La figlia, la bimba di 3 anni, poco prima era scivolata e candendo aveva iniziato a piangere. Un fatto che forse ha turbato l’uomo, ma che non giustifica in nessuno modo (ma nulla potrebbe) tanta violenza riversata su un ragazzino di 5 anni. “Non abbiamo capito se quell’uomo abbia pensato che la caduta della piccola fosse dipesa dai nostri figli – conclude la madre – ma non si era fatta nulla, non era comunque successo nulla di grave. Una reazione del genere fa paura, ci preoccupa tuttora, difficile sentirsi al sicuro”.
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