Aprilia, morì a 16 anni a causa della strada dissestata. La Cassazione conferma condanne per Comune e dirigente

La Cassazione penale conferma le condanne a carico dell’imputato Luciano G., e del Comune di Aprilia, come responsabile civile per la morte del giovane Daniele Giovannoni, avvenuta a soli 16 anni il 3...

A cura di Redazione
21 marzo 2019 16:01
Aprilia, morì a 16 anni a causa della strada dissestata. La Cassazione conferma condanne per Comune e dirigente -
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La Cassazione penale conferma le condanne a carico dell’imputato Luciano G., e del Comune di Aprilia, come responsabile civile per la morte del giovane Daniele Giovannoni, avvenuta a soli 16 anni il 30 agosto 2005 mentre percorreva la Via Toscanini di Aprilia perdendo il controllo del suo ciclomotore a causa dei dissesti della pavimentazione stradale.

Con questa storica sentenza si mette la parola fine all’ostinato
tentativo degli imputati di sfuggire alle loro responsabilità per la morte del
giovane e
si afferma il principio di
diritto che in caso di negligenza del dirigente responsabile del Comune,
titolare della strada, sussiste la responsabilità dell’ente, titolare della
strada, sia per omicidio colposo in caso di morte, che di lesioni colpose in
caso di danni alla salute, non mortali, e quindi anche del risarcimento dei
danni
- dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore del padre e dei fratelli
della vittima, che sottolinea - “questo
principio,  esteso al Comune di Roma,
noto per il dissesto stradale, imporrà, per evitare condanne a risarcimenti a
carico della collettività, l’immediata messa in sicurezza di tutte le strade”.

Durante il processo la difesa dell’imputato , l’Avv. Corrado De Simone, aveva impugnato la sentenza di condanna della Corte di Appello di Roma, sostenendo l’innocenza dell’imputato e rinunciando alla prescrizione. La tesi sostenuta è che non era possibile affermare la sua responsabilità addossandola così alla vittima.

Le tesi
dell'imputato, e del Comune di Aprilia, sono state efficacemente scardinate
dall’agguerrita difesa di parte civile, costituita, oltre che dall’Avv. Ezio
Bonanni, anche dal Prof. Carlo Taormina, ha dimostrato, punto per punto, come
le doglianze fossero completamente destituite di ogni fondamento. La Corte di
Cassazione, al termine della Camera di Consiglio, ha dichiarato inammissibili e
ha rigettato i ricorsi, con condanna alle spese. Ora tutto si trasferisce in
sede civile per l’integrale risarcimento di tutti i danni.