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Aprilia Multiservizi, il Pd: “Specchio di una stagione politica molto triste”

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Continua a far discutere la situazione in cui versa la Multiservizi ad Aprilia, soprattutto dopo quanto segnalato dal Mef. Sull’argomento questa volta è intervenuto il Pd, tramite i consiglieri Tomassetti e Giovannini.

“La relazione conclusiva dell’ispettore del Ministero dell’Economia e delle Finanza con cui sono state contestate ben 23 infrazioni, rappresenta l’ultimo atto di una storia, quella della principale azienda speciale del nostro comune che ad oltre 15 anni, si caratterizza negativamente per la nostra comunità.

Al di là dei numeri le vicissitudini dell’azienda rappresentano lo specchio di una stagione politica che ha visto per l’ennesima volta la nostra città perdere la via di uno sviluppo in grado di riconoscerle il ruolo che merita la quarta città della Regione Lazio.

Questo aspetto emerge anche dalla relazione del Mef che inizia richiamando gli atti costitutivi dell’ASAM. Per la nostra comunità si apriva con sua costituzione una nuova stagione politica con protagonisti che hanno caratterizzato il successivo decennio ed alcuni di essi anche quello attuale. E’ con riferimento a quella delibera n. 16 del 29 novembre 2002 che il Mef individua il primo e consistente rilievo quando sottolinea la carenza di motivazione ai sensi della Legge 241/1991 (oggi d.lgs 267/2000) ovvero la mancata indicazioni delle ragioni giustificative della scelta, con specifico riferimento alla convenienza economica e sostenibilità finanziaria della stessa , nonché dell’eventuale utilizzo alternativo delle risorse impiegate. In altre parole, per il Mef quella scelta, non tecnica bensì politica, non poteva essere compiuta ed è stata fatta in violazione di quanto prescritto dalla legge.

Da una scelta illegittima si arriva ad oggi senza però scordare che, come giustamente fa il Mef, ci fu quel 2004 (anno pre-elettorale) che vide crescere i dipendenti fino a 330 unità, segnare un buco di oltre 2.000.000 di euro e un debito Inpdap di oltre 4.000.000 di euro. Si arriva ai giorni nostri e alle infrazioni rilevate le cui ragioni, tra le molte, per il Partito Democratico di Aprilia, vanno addebitate ad un atteggiamento dell’amministrazione comunale che in fin dei conti da quel lontano 2004 non è mai cambiato. Ed ancora è il Mef che lo sottolinea quando affronta il dirimente argomento del controllo analogo ovvero quello strumento il cui corretto esercizio da parte del Sindaco e del suo appartato amministrativo avrebbe consentito che tutto questo non si verificasse. Sindaco che nel 2002 diede il via alla costituzione di altre due aziende speciali che di strumentale avevano solo la creazione di posti politici e assunzioni a chiamata diretta.

Le criticità del controllo analogo secondo noi rappresentano una delle criticità maggiori perché, riprendendo le parole del Mef, “visti gli squilibri economici che hanno caratterizzato in passato e che continuano a contraddistinguere in parte anche l’attuale fase aziendale, si deve rilevare che il controllo analogo predisposto dalla controllante non è stato in linea con le citate prescrizioni normative”.

Tra le molteplici contestazioni la questione dell’esposizioni debitoria, in particolare quella per i mancati contributi versati, è quella che più di tutti ci lascia sbigottiti. Con riferimento a questa questione emergono tutte le responsabilità dell’amministrazione. Nel 2011 per risanare i conti dell’azienda gravemente in perdita dal 2003 al 2010 il Consiglio Comunale ha riconosciuto debiti fuori bilancio per ben 11.000.000 di euro destinati a coprire gli squilibri economici ed a consentire ai nuovi vertici di estinguere i debiti maturati nei confronti dell’Inpdap (ora Inps). Oggi, sempre richiamando le parole del Mef emerge “che la posizione previdenziale scoperta del DURC aziendale era pari a 10,2 milioni di euro” ovvero al 31 dicembre 2016 nonostante l’intervento dell’amministrazione nel 2011 i debiti con gli istituti previdenziali sono ancora li intatti senza sapere come sono stati utilizzati quegli 11 milioni di euro in più che sono stati trasferiti all’azienda in questi anni per “ricostituire il fondo di dotazione”.

Tutti gli argomenti che emergono dalla relazione del Mef traducono in numeri gli errori politici di una scelta mal ponderata all’inizio e che non ha visto nel corso del tempo l’adozione dei provvedimenti necessari per sanare le evidenti distorsioni. L’amministrazione comunale ha cercato solo di pareggiare il debito dell’ASAM senza provvedere al giusto controllo dell’attività aziendale.

Se solo il Sindaco Terra, invece di pensare ai tagli dei nastri e alle spese per le consulenze avesse controllato in modo adeguato la gestione della Multiservizi ora non saremmo in queste condizioni. L’indifferenza, o la mala fede del Sindaco, trova la sua massima espressione nel Consiglio Comunale del 22.12.2016. avevamo chiesto piu’ volte di rinviare quel Consiglio e di approfondire meglio i temi, ma l’unico interesse della maggioranza è stato quello di andare avanti incurante dei segnali di fondato timore dell’opposizione.

Ebbene il Sindaco Terra, che già dal lontano 2004 lo vede in prima fila nella vicenda ASAM, si assuma le responsabilità politiche di situazione insostenibile in cui gli errori vengono scaricati sulle tasche degli apriliani che oggi sono chiamati a pagare l’aliquote massime dei tributi locali. Il progetto di Terra   ” rinascimento per Aprilia” si è dimostrato un inutile tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto, un trucco con il quale da mago delle maggioranze, il Sindaco buono per tutte le stagioni ha continuato a gestire in modo tutt’altro che trasparente la cosa pubblica, ed un’azienda che poteva essere un modello di efficienza e capacità dell’amministrazione comunale è diventato l’ennesimo carrozzone dove favoritismi e clientele crescono a rimborsi benzina, ed ogni lavoratore onesto della Multiservizi viene omologato nella categoria dei “privilegiati”.

Il Partito Democratico di Aprilia nel breve periodo di governo del 2007 ha cercato di avviare un effettivo risanamento e rilancio dell’azienda, aprendo una trattativa con i sindacati per la definizione del contratto decentrato, prevedendo un partime e il blocco di assunzioni e riportare il tutto ai costi iniziali. Accanto a queste misure la previsione di un piano aziendale di riorganizzazione per rilanciare i servizi strategici quali il tecnologico ed il verde urbano ormai abbandonati a se stessi.

E’ arrivato il momento di tornare in Consiglio Comunale e discutere a carte scoperte, non solo per evitare danni ancora maggiori rispetto a quelli già evidenziati, ma per garantire alla città tutta il rispetto della legalità troppe volte violata da Terra e i suoi sostenitori”.

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