Aprilia, “Nella follia della guerra: chi ci guadagna e chi ci perde”. Assemblea pubblica.
Ad organizzarla Sinistra Anticapitalista, Rifondazione Comunista ed il Partito Comunista italiano.
“Nella follia della guerra: chi ci guadagna e chi ci perde”. Un’assemblea pubblica sul tema delle guerre in corso e sugli interessi economici che le determinano, è stata organizzata ad Aprilia da Sinistra Anticapitalista, Rifondazione Comunista e dal Partito Comunista italiano. Se ne parlerà con Annalisa Fusco (scrittrice, politologa e studiosa dell’Iran contemporaneo), Ahmad Dawud (dell’Unione Democratica Arabo-Palestinese) e con Michele Azzerri (Storico del movimento operaio). L’appuntamento è per sabato 2 maggio presso la sede di Via Grecia, nella zona 167.
Al termine dell'assemblea, ci sarĂ un momento conviviale con cena a buffet a sottoscrizione libera.
“Viviamo in un'epoca in cui il contesto internazionale è sempre più conflittuale ed il tema della guerra è sempre più pervasivo, anche nei paesi non direttamente coinvolti dai conflitti. - scrivono i promotori dell’assemblea - Si pensi alle politiche europee di ri-armamento e al conseguente dirottamento di risorse dalla spesa sociale alle spese militari, al tema della reintroduzione del servizio di leva, il totale accantonamento del tema del contrasto all'inquinamento, della riduzione della CO2 e del cambiamento climatico; si pensi all'inflazione e al carovita, con l'aumento del costo di tutti i prodotti e in particolare dei carburanti.
Si scatenano guerre con dichiarati intenti genocidiari, per l'appropriazione delle risorse con la violenza e la sopraffazione in nome del suprematismo razziale e del fanatismo religioso, usando le sofferenze delle popolazioni civili come arma per intimorire e sfiancare il nemico.
Bombe e missili producono ogni giorno stragi di civili, di cui un numero impressionante di bambine e bambini, rapimenti e uccisioni di capi di stato vengono sfoggiati con orgoglio da chi li compie, mentre vengono tollerati e legittimati dai governi complici, incluso quello italiano; continue e intenzionali violazioni dei piĂą elementari diritti umani, torture, non sollevano nemmeno una smorfia di indignazione nei grandi potenti del mondo.
Guerra e distruzione portano morti, sofferenze e rovina alla maggior parte delle persone coinvolte, ma c'è chi ci guadagna e non poco. - conclude la nota - Ce lo ha detto anche Francesca Albanese, che nei suoi dossier su Gaza ha fatto i nomi delle aziende che hanno tutto da guadagnare dal genocidio del popolo palestinese. Ogni guerra porta con sé grandi miserie per l'umanità , ma grandi profitti per chi ne trae un cinico vantaggio”.
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