Aprilia, panchina dell’autismo distrutta: Sinistra Italiana: “meno scuola e più criminalità tra i minori”.

Dopo l'atto vandalico al Parco Europa di alcuni giorni fa, arriva la denuncia del circolo locale “Anna Pezzotti”.

24 settembre 2026 11:24
Aprilia, panchina dell’autismo distrutta: Sinistra Italiana: “meno scuola e più criminalità tra i minori”. -
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Vandali al Parco Europa di Aprilia distruggono la panchina blu dell’autismo: Sinistra Italiana riaccende il dibattito e punta i riflettori sull’aumento della violenza minorile e sui tagli all’istruzione. Il circolo locale “Anna Pezzotti” sottolinea come l'episodio avvenuto alcuni giorni fa sia il sintomo del vuoto educativo causato dal calo della spesa pubblica nella scuola (dal 4,6% al 3,9% del PIL). Sinistra Italiana criticai recenti decreti governativi e chiede investimenti reali nei servizi sociali.

Panchina Autismo_Parco Europa Aprilia - vandalizzata

Ecco la nota integrale del Coordinamento Esecutivo Sinistra Italiana Aprilia circolo "Anna Pezzotti":

“La panchina blu distrutta ad Aprilia e il vuoto educativo che il governo non vuole vedere. Ad Aprilia, al Parco Europa, la panchina blu dedicata all’autismo, un simbolo di inclusione e cura, è stata distrutta pochi giorni fa dai vandali. Non è un episodio isolato. È il sintomo di una società che ha smesso di investire nei luoghi dell’aggregazione, nella scuola, nei parchi, nei servizi educativi. È il segnale che arriva da casa nostra e che dice, con brutale chiarezza, cosa succede quando lo Stato si ritira.

Mentre il Paese registra un’altra settimana di violenze che coinvolgono minorenni, il governo sceglie di rispondere con una proposta di decreto che mette un tetto agli studenti stranieri nelle classi e vieta burqa e niqab. È la dimostrazione plastica di una classe dirigente che, di fronte a un’emergenza sociale che chiede investimenti, risponde con la contabilità e con il simbolo. Un provvedimento che non ha nulla di educativo e molto di elettorale.

Il tetto del 30% agli studenti stranieri non parlanti italiano, annunciato dalla premier Meloni e dal ministro Valditara, ricalca una circolare della Gelmini del 2010. Il punto non è tecnico: è culturale. Confondere la nazionalità con la conoscenza linguistica è un errore grossolano che alimenta diffidenza e ghettizzazione, esattamente l’opposto dell’integrazione dichiarata negli intenti.

Perché il vero problema è un altro, ed è enorme. La ricerca “Juvenile Delinquency and the Decline in Educational Investment”, presentata alla 4th Global Conference on Psychology di Oxford (21-23 agosto), dimostra con i dati ISTAT e ministeriali dal 2010 al 2023 che la riduzione degli investimenti pubblici nell’istruzione coincide con l’aumento della criminalità minorile. Si parla esplicitamente di un “vuoto educativo” che spinge una parte dei giovani verso comportamenti illegali. La spesa per l’istruzione è scesa dal 4,6% al 3,9% del PIL, e in regioni come la Campania il tasso di abbandono scolastico è al 17,3% contro il 9,8% della Lombardia. Questi non sono numeri astratti: sono le condizioni materiali che producono la devianza.

E i segnali arrivano da tutto il Paese. Secondo il dossier “InDifesa” 2024 di Terre des Hommes, elaborato con i dati del Servizio Analisi Criminale della Polizia di Stato, nel 2023 sono stati registrati 6.952 reati a danno di minori, quasi 19 al giorno, con un incremento del 34% in dieci anni. Tra questi, i maltrattamenti in famiglia sono più che raddoppiati rispetto al 2013, e cresce anche il numero di minorenni coinvolti in reati violenti.

Il Sole 24 Ore ha documentato che nel 2024 i minori tra i 14 e i 17 anni segnalati o arrestati sono aumentati del 16% rispetto al 2023, superando quota 38mila, il dato più alto dal 2010. A Milano, il 12 ottobre 2024, cinque giovani, tre dei quali minorenni, hanno accoltellato un 22enne in strada, un episodio citato dagli inquirenti come esempio dell’aumento della violenza giovanile. A Palermo, la procura minorile ha registrato nel 2024 più del doppio degli arresti rispetto all’anno precedente, con un ulteriore incremento nel 2025.

E torniamo al segnale che arriva da Aprilia. La panchina blu distrutta al Parco Europa è un atto di violenza gratuita contro un monumento alla fragilità e alla consapevolezza. Non è un caso isolato: è il sintomo di una società che ha smesso di investire nei luoghi dell’aggregazione, nella scuola, nei parchi, nei servizi educativi. “Se non si finanziano le infrastrutture sociali, il vuoto viene riempito dalla rabbia e dalla devianza”, ricorda la ricerca di Oxford.

Il decreto Meloni non affronta nulla di tutto questo. Non prevede un euro in più per gli insegnanti di sostegno, per gli psicologi scolastici, per i mediatori linguistici, per i progetti di recupero nelle periferie. Non affronta la povertà educativa, non riduce il numero di alunni per classe, non investe nella formazione dei docenti. Si limita a contare i passaporti e a vietare un indumento che quasi nessuno indossa.

Di fronte a questa assenza, la chiamata alle responsabilità sociali, civili e collettive non è un’opzione, è un dovere. La scuola non è un’azienda che si gestisce con i numeri chiusi. È il luogo dove si costruisce la cittadinanza, dove si intercettano il disagio e la solitudine prima che diventino violenza. Se lo Stato si ritira, non lascia un vuoto neutro: lascia un vuoto che altri riempiono con la violenza, con la devianza, con l’odio. La ricerca di Oxford ce lo dice con chiarezza: meno investimenti in educazione significano più crimini minorili.

Il governo ha annunciato il decreto per “garantire parità e uguaglianza”. Ma la parità non si garantisce mettendo un tetto agli stranieri. Si garantisce assicurando a ogni bambino, italiano o straniero, gli stessi strumenti per imparare: insegnanti preparati, classi non sovraffollate, laboratori, biblioteche, sport, arte, ascolto psicologico, educazione affettiva ed emotiva. Si garantisce investendo. Tutto il resto è propaganda che, mentre finge di proteggere i nostri ragazzi, li lascia soli nel vuoto educativo che il governo stesso ha contribuito a creare.

La panchina blu distrutta ad Aprilia e l’aumento documentato della violenza minorile non chiedono un decreto. Chiedono che qualcuno si assuma la responsabilità di ricostruire”.