Aprilia - Parcheggi blu, un gruppo di cittadini presenta ricorso al Tar
Nel ricorso si chiede: “la sospensione dell’efficacia della Deliberazione n. 46 del 08/06/2026". Le motivazioni sono diverse: dall'assenza di parcheggi gratuiti, alle modalità di pagamento, all'iter affrontato dall'ente.
C’è un ricorso al Tar contro il Comune di Aprilia e la Multiservizi per chiedere l’annullamento della delibera dell’8 giugno scorso firmata dalla Commissione Straordinaria che ha dato il via al nuovo piano parcheggi con un aumento deciso delle tariffe orarie e degli abbonamenti e con un ampliamento degli stalli a pagamento in tutto il centro. Un piano parcheggi - lo ricordiamo - entrato in vigore già dal primo luglio scorso.
Oggi la formalizzazione del ricorso al tribunale amministrativo di Latina, da parte di un gruppo di cittadini che si sono avvalsi del sostegno dell’avvocato Riccardo Benedetti. Allegato al ricorso c’è la perizia del geometra Mauro Fioratti che ha eseguito una verifica analitica dello stato dei luoghi ante e post delibera.
Nel ricorso si chiede: “la sospensione dell’efficacia della Deliberazione n. 46 del 08/06/2026, in via principale integralmente e, in subordine, limitatamente alle aree di nuova introduzione e segnatamente a quelle residenziali e di stazione espressamente indicate nel presente ricorso, in ulteriore subordine mediante concessione delle più idonee misure cautelari”.
Con il ricorso, i cittadini chiedono anche di annullare la relazione del Dirigente del V Settore e “di ogni atto presupposto, connesso, conseguente, preparatorio o esecutivo, ancorché non conosciuto, ivi compresi gli atti organizzativi, tecnici, planimetrici, contabili e gestionali relativi all'ampliamento delle strisce blu e alla rideterminazione delle tariffe”.
Le motivazioni addotte dai ricorrenti sono diverse.
I cittadini hanno posto l’attenzione sull’assenza di parcheggi gratuiti che bilancerebbero la presenza di stalli a pagamento nel centro urbano, in particolare nella zona di piazza Don Luigi Sturzo, ma anche nelle aree degli scali ferroviari. “Il percorso procedimentale - si legge nel ricorso - presenterebbe inoltre gravi carenze istruttorie e le più significative contraddizioni dell’azione amministrativa del Comune”.
Secondo quanto fatto presente dai cittadini, inoltre la Delibera numero 46 sarebbe stata redatta dalla Commissione Straordinaria per incrementare le entrate comunali dopo quanto rilevato dalla Corte dei Conti nell’aprile 2026 che nella sua relazione ha evidenziato “una situazione contabile gravemente critica”.
L’intenzione poi di potenziare il parcheggi a pagamento sarebbe stata motivata anche dalla volontà di incentivare tra i cittadini l’utilizzo ad una mobilità alternativa e più sostenibile. “Ma - spiegano i cittadini - il primo luglio è entrato in vigore anche il nuovo piano regionale del trasporto pubblico locale che ha inserito Aprilia nell’Udr 10 Litorale Sud, producendo una riduzione delle corse feriali da 135 a 98 (28%). Penalizzato il corridoio Toscanini/Via Inghilterra con un taglio del 60%.
“In questo contesto, - spiega il ricorso - affermare che l'estensione delle strisce blu incentivi il ricorso al mezzo pubblico è semplicemente contraddittorio con la realtà. Come osservato dalle fonti citate, "una rete di trasporto urbano che in una città di pendolari non porta nessuno al primo treno e non riporta a casa nessuno dopo le 18 non è una rete: è un servizio che rinuncia al suo compito principale".
“La deliberazione impugnata trova il suo unico sostegno istruttorio nella relazione del Dirigente del V Settore prot. n. 57203 del 26/05/2026. - Spiegano i cittadini tramite l’avvocato Benedetti - l'esame di questo atto rivela una concentrazione pressoché esclusiva sugli aspetti economici e finanziari del servizio: la relazione stima il valore annuo del servizio in € 570.000,00, i costi di gestione in € 287.474,62 e il ricavo annuo netto per il Comune in € 282.525,38. Non si rinviene nella relazione alcuna analisi del fabbisogno reale di sosta da parte dei residenti, alcuna valutazione dell'impatto sulla viabilità e sull'accessibilità del centro urbano, alcuna disamina del rapporto tra stalli a pagamento e stalli gratuiti, alcun riferimento alle esigenze delle categorie più vulnerabili — anziani, disabili, famiglie senza posti auto privati. Soprattutto, non si rinviene alcuna verifica della sussistenza dei presupposti richiesti dall'art. 7, comma 8, del Codice della Strada per procedere all'ampliamento tariffato senza contestuale individuazione di adeguate aree di sosta gratuita. La relazione richiama, come se si trattasse di un atto di concerto, valutazioni e verifiche svolte in coordinamento con la Polizia Locale. Tuttavia, come documentato dall'accesso agli atti, il Comando di Polizia Locale ha dichiarato espressamente che "il Comando di Polizia Locale non ha rilasciato alcun parere di competenza in quanto non interpellato". Non si tratta di una mera lacuna procedurale: significa che la relazione dirigenziale richiama, quale base istruttoria, una partecipazione tecnica della Polizia Locale che di fatto non vi è mai stata…”.
Nel ricorso si contestano inoltre anche i parchimetri (che non sarebbero conformi al CdS) e le modalità di pagamento messe a disposizione dei cittadini.
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