Aprilia, processo “Assedio”: l’attentato alla Tesei Bus e l’appalto Tpl al centro della nuova udienza.
Nel corso dell’udienza di ieri del processo “Assedio”, iniziata con 6 ore di ritardo, si è parlato anche dell’efferato omicidio di Luca Palli, avvenuto nel 2017.
Processo “Assedio”: l’attentato alla Tesei Bus di Aprilia (l'azienda non è indagata in alcun procedimento come si precisa nella nota inserita in basso ndr) e l’appalto per il trasporto pubblico “pilotato”, secondo l'accusa, dagli ex sindaci Lanfranco Principi e Antonio Terra e dall’ex assessore Luana Caporaso, al centro della nuova udienza che si è tenuta ieri davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina. Udienza che è iniziata solo alle prime del pomeriggio, con ben 6 ore di ritardo, per la necessità di trasferire in aula uno degli imputati, recluso a Frosinone, per un problema tecnico per il collegamento video.
Davanti al Pm della Dda di Roma, Alessandro Picchi, è tornato a parlare l’allora comandate dei Carabinieri della Stazione di Aprilia, il Colonnello Riccardo Barbera, che ha spiegato anche come l’efferato omicidio di Luca Palli, avvenuto nell’Ottobre del 2017, fosse collegato agli affari del clan capeggiato da Forniti e di come fu fermata, all’epoca, la vendetta per la sua uccisione.
Palli era considerato dagli inquirenti un sodale del clan e a lui erano stati addebitati gli attentati del 2013 alle auto dell’ex assessore Antonio Chiusolo e dell’attivista antimafia Fabrizio Marras.
La nuova udienza del processo Assedio è stata fissata per il prossimo 27 Febbraio.
In una nota il legale rappresentante Bruno Tesei precisa che: “La Nuova Tesei Bus S.r.l. non è indagata né imputata in alcun procedimento penale; la società è vittima di gravi attentati oggetto di indagini giudiziarie; ogni rappresentazione idonea a far ritenere l’esistenza di responsabilità penali, collusive o illecite in capo alla società è falsa, lesiva e diffamatoria. La diffusione e la condivisione di tali contenuti, anche mediante semplice rilancio su social network o altri canali digitali, integra una condotta illecita in violazione dei principi di verità, continenza e pertinenza, ed espone l’autore a responsabilità in sede civile e penale. Con la presente si intima: la cessazione immediata di ogni ulteriore diffusione o condivisione dei contenuti lesivi; la rettifica delle informazioni diffuse, ove possibile, con pari evidenza”.
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