Aprilia - Assedio, Tesei in silenzio. “L’inchiesta si sarebbe chiamata Formica”
Nuova udienza nel processo per l’inchiesta che ha portato allo scioglimento per mafia del Comune di Aprilia
Udienza calda quella di oggi venerdì 6 novembre nell’ambito del processo “Assedio” in corso presso il Tribunale di Latina presieduto dal giudice Francesca Zani, a latere le colleghe Clara Trapuzzano Molinaro e Renata Naso.
Il pm Alessandro Picchi aveva in programma di ascoltare come testimone Urbano Tesei che nel processo è sia vittima di intimidazioni per le due bombe piazzate davanti alla sua impresa dei trasporti in via Nettunense (motivo per il quale poi chiese aiuto al clan Forniti), che indagato di procedimento connesso per turbativa d’asta. Tesei si è però avvalso della facoltà di non rispondere perché non è un testimone semplice. Il pm ha rinunciato ad escutere il dirigente del comune di Aprilia con delega ai progetti Pnrr Paolo Terribili ( per lui presto ci sarà l’udienza preliminare per il processo per il reato di turbativa d’asta per l’appalto affidato a Tesei).
Un dibattimento molto lungo quello di oggi che ha visto deporre il brigadiere dei carabinieri di Aprilia in prosecuzione a quanto già affermato dal colonnello Barbera. Il carabiniere ha partecipato fattivamente alle indagini e ha ripercorso i fatti salienti dell’inchiesta riferendo dettagli su alcuni pedinamenti avvenuti nel 2017, del bar in centro utilizzato dal clan per incontri e decisioni (insieme ad un negozio da barbiere), fino a raccontare l’atto intimidatorio del giugno 2020 quando un ordigno venne legato con delle fascette al cancello della Tesei bus. Secondo il militare l’inchiesta Assedio inizialmente si sarebbe chiamata Formica, in riferimento al soprannome dato a Patrizio Forniti. Il pm ha poi chiesto di acquisire due intercettazioni già sbobbinate che farebbero parte degli atti di Assedio Ter, in corso a Roma.
Per Assedio si tornerà in aula presso il Tribunale di Latina il 4 dicembre prossimo.
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