Aprilia - Promuovevano sesso a 20 euro, poi le rapine: la coppia non parla
Interrogatorio davanti al gip Mara Mattioli presso il Tribunale di Latina per i due apriliani accusati di rapina aggravata e lesioni aggravate in concorso: gli annunci hot online
Adescavano uomini tramite annunci online, promettevano sesso a 20 euro e poi rapinavano i clienti: la coppia di Aprilia finita in arresto dopo un’operazione dei carabinieri ha preferito rimanere in silenzio davanti al gip. L’interrogatorio è avvenuto davanti al giudice Mara Mattioli presso il Tribunale di Latina. i due - il 56enne Roberto Grifone e la 38enne di origini bulgare, Margarita Stoeva - sono accusati di rapina aggravata e lesioni aggravate in concorso.
Tre i casi accertati da polizia e carabinieri che vedono coinvolta la coppia apriliana. Tutti casi avvenuti nel territorio di Aprilia, tra l’altro, nei mesi di gennaio, marzo e aprile scorsi.
Due episodi sono stati seguiti dai carabinieri, il terzo invece dagli agenti del commissariato di via Monticello.
I fatti emersi il 9 giugno scorso
Le indagini hanno portato allo scoperto come ignari clienti cadevano nella rete dei due attratti dalle prestazioni a costi particolarmente bassi: appena 20 euro. Gli incontri venivano pubblicizzati su un sito internet. I clienti venivano contattati telefonicamente e invitati a raggiungere un appartamento nel cuore del quartiere Toscanini, ad Aprilia.
Quando però gli uomini interessati alla prestazione sessuale arrivavano sul posto, dopo essere accolti inizialmente da una donna, venivano assaliti da un uomo che - con un coltello in pugno - li minacciava e li costringeva a consegnare denaro, smartphone ed effetti vari.
In un caso, l’uomo avrebbe anche colpito con dei fendenti i clienti ferendoli, tanto che i malcapitati hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso per le ferite riportate a collo e testa. Il blitz è stato portato a termine ad Aprilia. Il 56enne ora è in carcere a Latina, la donna invece a Roma Rebibbia.
Le indagini sono partite grazie alle denunce delle vittime che hanno potuto raccontare i fatti e aiutare le forze dell’ordine ad identificare i presunti responsabili.
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