Aprilia, sequestrato il patrimonio del boss Forniti: sigilli a beni per 10milioni di euro

Operazione della Direzione Investigativa Antimafia, con il con il supporto dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma e Latina. sigilli ad auto, ville con bunker, società e terreni

A cura di Redazione
19 febbraio 2026 12:16
Aprilia, sequestrato il patrimonio del boss Forniti: sigilli a beni per 10milioni di euro -
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Sequestrato un patrimonio da 10milioni di euro al boss Patrizio Forniti, arrestato assieme alla moglie in Marocco dopo una lunga latitanza, lo scorso mese di novembre, nell’ambito dell’inchiesta “Assedio”. L’operazione è stata messa in campo dalla Direzione Investigativa Antimafia, con il con il supporto dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma e Latina. Il provvedimento di sequestro dei beni è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Procura della Repubblica di Roma. I sigilli sono scattati per un patrimonio di immenso valore, di circa 10milioni di euro, considerato dagli inquirenti frutto delle sue attività illecite: sequestrati 10 immobili (tra cui due lussuose ville con piscina ad Anzio e la villa bunker in costruzione alla periferia di Aprilia) autovetture (anche di lusso), ed ancora disponibilità finanziarie, due società operative tra Aprilia e Anzio che erano già state colpite da interdittive antimafia, ed ancora gioielli ed orologi. Figurano tra i beni sequestrati anche delle autorimesse, dei magazzini ed un terreno di ben 25.000 metri quadri.

Forniti, catturato dopo una latitante che durava dal luglio del 2024, dopo che la città di Aprilia venne scossa dall’inchiesta “Assedio”, - e considerato il “capo dei capi” in provincia di Latina - è ritenuto responsabile di una lunga serie di reati: sul suo curriculum criminale traffico di droga, armi, estorsione aggravata ed associazione di tipo mafioso. L’operazione della Dia, scattata nelle scorse ore,è stata supportata dalla rete Operativa Antimafia @ON, progetto di finanziamento europeo coordinato dalla Direzione Investigativa Antimafia.

LA NOTA DELLA DIA:

"La Direzione Investigativa Antimafia, oggi in data 19.02.2026, sta eseguendo con il supporto dei militari del Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma e Latina, un provvedimento di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di un importante narcotrafficante, originario di Aprilia. Lo stesso, gravato da numerosi precedenti tra cui reati in materia di sostanze stupefacenti, armi, estorsione aggravata ed associazione di tipo mafioso, insieme alla moglie si era reso irreperibile a luglio 2024 nel corso dell’operazione “Assedio” posta in essere dal Centro Operativo DIA di Roma e dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Aprilia. A seguito delle incessanti attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, a novembre 2025, entrambi sono stati rintracciati in Marocco e tratti in arresto, in attesa delle procedure di estradizione.

Nel corso delle pregresse indagini di polizia giudiziaria ha ricoperto un ruolo apicale nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti nonché è stato definito da altri sodali quale “capo dei capi” della provincia di Latina nel controllo delle diverse attività illecite perpetrate nel territorio ed in particolar modo, oltre che nel settore degli stupefacenti anche nell’usura e nelle estorsioni, poste in essere sempre facendo ricorso alle condizioni di intimidazione derivanti dal suo inserimento in contesti di criminalità organizzata.

Il decreto di sequestro de quo riguarda la totalità dei beni aziendali e strumentali di n. 2 società operanti ad Aprilia ed Anzio, già sottoposte ad interdittiva antimafia, nonché 10 immobili tra cui n. 2 ville di vaste dimensioni munite di piscina site ad Anzio, n. 3 villini, n. 2 magazzini, n. 2 autorimesse, n. 1 terreno di circa 25.000 mq, n. 11 autovetture, orologi di pregio, gioielli, disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro.

Tra i beni sottoposti a sequestro anche una villa in costruzione, sita nelle campagne apriliane, di imponenti dimensioni con rifiniture di estremo pregio, munita di piscina e circondata da svariati ettari di terreno recintati da un possente muro perimetrale. La stessa è dotata anche di un bunker sotterraneo, al quale si accede da una botola ricavata nella cucina a muro, con una lunga via di fuga che termina oltre la perimetrazione del terreno che avrebbe consentito al pregiudicato di eludere eventuali interventi delle Forze di Polizia.

Le investigazioni esperite dal personale del Centro Operativo DIA di Roma, hanno consentito di ricostruire le vicende relative alle acquisizioni dei cespiti sottoposti a sequestro da parte del proposto e degli altri prestanomi, rilevando una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni acquisiti nel periodo in cui lo stesso si era reso responsabile dei gravi reati.

In particolare, il coacervo degli interessi imprenditoriali e criminali è stato approfonditamente analizzato e dettagliatamente ricostruito, anche sulla base del materiale emerso negli anni nell’indagine “Assedio”, che ha consentito alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, a seguito di specifica richiesta della Procura della Repubblica di Roma, di emettere il decreto di sequestro oggi eseguito.

Il valore delle società, il ruolo assunto nello specifico settore ed i livelli occupazionali verranno tutelati attraverso l’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Roma, che ripone massima attenzione per questi aspetti al fine di salvaguardare i valori positivi dell’impresa.

L’indagine è stata supportata dalla rete @ON finanziata dalla Commissione Europea, guidata dalla Direzione Investigativa Antimafia, nell’ambito delle attività Istituzionali, finalizzate anche all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali di tipo mafioso, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale.

Il decreto eseguito è stato adottato nell’ambito della procedura per l’applicazione di una misura di prevenzione; trattasi di misura provvisoria in attesa della decisione definitiva sui beni in sequestro, avverso la quale i destinatari del provvedimento potranno svolgere le loro deduzioni, nonché avvalersi eventualmente dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge".