Aprilia - Sorelle Montoro, Comitato Argine: "Le Commissarie attivino il Pronto Intervento Sociale"

Capponi: "l'amministrazione sembra che non si sia mai preoccupata della drammatica situazione delle sorelle Montoro — almeno noi non abbiamo notizia di alcun intervento — le quali provano paura a tornare nel loro territorio".

13 agosto 2026 17:17
Aprilia - Sorelle Montoro, Comitato Argine: "Le Commissarie attivino il Pronto Intervento Sociale" -
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Sorelle Montoro, il Comitato Argine torna sulla triste vicenda e questa volta chiama in causa il Comune di Aprilia: “Inerzia dell’amministrazione comunale e muro di gomma della giustizia”.

“Torniamo ad alzare la voce per denunciare con forza la totale assenza di riscontri e di azioni concrete da parte del Comune di Aprilia e il muro di gomma istituzionale, riscontrato soprattutto da parte della giustizia. - Commenta Francesca Alessandra Capponi del Comitato Argine - ​Le formali segnalazioni e istanze d'intervento sono state indirizzate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, al Ministro della Giustizia, al Viceministro della Giustizia (tramite il Gabinetto del Ministro), al Presidente del Tribunale di Latina, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina e al Comune di Aprilia (Sindaco e Ufficio Servizi Sociali). ​Nonostante questo quadro, il Comune di Aprilia sembra essersi dimenticato che il suo dovere primario è attivare il PIS (Pronto Intervento Sociale): l'amministrazione sembra che non si sia mai preoccupata della drammatica situazione delle sorelle Montoro — almeno noi non abbiamo notizia di alcun intervento — le quali provano giustamente paura a tornare nel loro territorio. Dal momento che non esistono posti letto disponibili in tutta Roma, è indispensabile che il Comune si faccia carico della protezione e della sistemazione delle concittadine”.

Ampliato lo staff del Pronto Intervento Sociale ma nessuno intervento da Aprilia

“Ricordiamo inoltre - dice Francesca Capponi - che si è ampliato lo staff, in seguito al concorso che è stato indetto dalle commissarie proprio per ampliare il loro stesso staff; pertanto, si ricorda che si potrebbero anche delegare questi nominativi qualora ci fosse bisogno di far fronte al carico di lavoro: si pretende dunque che il personale a disposizione si attivi immediatamente per trovare una soluzione risolutiva. ​Questa negligenza amministrativa si inserisce in un quadro di oppressione più ampio, dominato dalla perdurante e illegittima procedura di eredità giacente (n. 1805/2021 R.G. Vol. del Tribunale di Latina). Nonostante gli atti e i fatti testimonino inconfutabilmente che le sorelle Montoro siano proprietarie, residenti da sempre e nel pieno possesso delle proprie abitazioni, questa procedura continua a rimanere in essere. Si tratta di un'aberrazione giuridica che di fatto spoglia le legittime proprietarie della gestione del proprio patrimonio a favore di una curatela nominata in totale assenza dei presupposti di legge, arrecando un danno morale e patrimoniale intollerabile”.

Richieste di aiuto cadute nel vuoto

​“Purtroppo - dice la Capponi -, le segnalazioni e le richieste di aiuto che continuano a riversarsi sul Comitato Argine confermano che questa non è un'eccezione, ma il sintomo di una deriva preoccupante. Per questo motivo la situazione va affrontata e arginata con decisione, pretendendo risposte immediate. ​Il Comitato chiede un intervento urgente agli uffici giudiziari affinché revochino senza indugio la curatela e alle autorità competenti di avviare un’indagine rigorosa per accertare le pesanti responsabilità e omissioni d'ufficio dietro questo vergognoso silenzio istituzionale. La battaglia proseguirà senza sosta, atto per atto, a tutela della dignità delle sorelle Montoro e di tutti i cittadini che nei tribunali stanno incontrando l'abuso anziché la giustizia”. ​