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Aprilia – Strade e marciapiedi costellati di escrementi di cane: “Non se ne può più”

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Padroni “sporcaccioni” che non raccolgono gli escrementi dei loro cani dalla pubblica via, arrivano segnalazioni dal quartiere Toscanini ad Aprilia. Più di un cittadino – in particolare in via Brindisi e vie limitrofe – ha infatti notato come marciapiedi e strade siano costellate da escrementi, rendendo necessario un passaggio attento per evitare inconvenienti. “Succede quasi tutti i giorni”, assicurano alcuni residenti. Si tratta di un problema diffuso: il mese scorso segnalazioni analoghe sono giunte in redazione anche da via Lombardia e via delle Regioni, in pieno centro. Difficile per la polizia locale multare i padroni dei cani, coglierli sul fatto non è cosa da tutti i giorni. Spesso accade, inoltre, che se si nota l’arrivo di un agente il cittadino si prodiga a raccogliere con paletta e sacchetto quanto lasciato a terra dal proprio amico a 4 zampe, inscenando quindi un comportamento modello. Poco incisivo, in questo senso, è stato in questi mesi il lavoro degli Ispettori Ambientali.

Ricordiamo, comunque, che la multa per chi non rimuove immediatamente gli escrementi del proprio cane da strade e marciapiedi è di 50 euro (come spiega la Polizia Locale).

E’ prima di tutto un dovere che dimostrerebbe un alto senso civico: il primo passo è quello di diffondere in modo più capillare le buone pratiche del vivere comune già a partire dall’età scolare.

Il disagio affligge comunque molte grandi città e ha una incidenza negativa sull’ambiente e sulla salute di tutti, cani e persone. Non tutti ci pensano.

Infatti essiccandosi e con il passare del tempo, le feci si disintegrano e diventano polvere, che chiunque – passeggiando per strada – può respirare correndo il rischio di contrarre malattie.

I più esposti sono i bambini, sia perché hanno meno difese immunitarie sia perché molto spesso giocano a terra o mettono oggetti contaminati in bocca.

Le feci possono inoltre contaminare strade (sulle quali passeggiano altri cani che poi entrano in casa), falde acquifere, giardini oppure orti, dove crescono frutta e verdura. Forse è arrivato il momento di sensibilizzare in modo più completo l’intera comunità.

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