Aprilia - Tagli alle ore di sostegno, ricorso vinto. Ragusa (M5S): “i bisogno dei più fragili non sacrificabili”.

Il Tribunale di Latina accoglie il ricorso urgente presentato da una famiglia: il Comune costretto a ripristinare le quindici ore settimanali di assistenza specialistica per un alunno.

03 ottobre 2026 11:03
Aprilia - Tagli alle ore di sostegno, ricorso vinto. Ragusa (M5S): “i bisogno dei più fragili non sacrificabili”. -
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Un taglio di 10 ore settimanali che rischiava di compromettere il diritto allo studio di un alunno fragile di Aprilia, bloccato dal Tribunale di Latina, che ha intimato al Comune di Aprilia di ripristinare integralmente l’assistenza specialistica prevista dal PEI. La vicenda, sostenuta dalla Federazione Osservatorio 182, viene sollevata anche da Andrea Ragusa del Movimento 5 Stelle che accende i riflettori su una questione cruciale: “i diritti dei più fragili - dice - non possono essere sacrificati e l’inclusione scolastica deve essere reale e garantita, non ridotta per far fronte a difficoltà amministrative”.

L'ordinanza urgente ribadisce che i servizi essenziali per gli studenti con disabilità non sono un lusso negoziabile, ma un diritto fondamentale che le difficoltà amministrative dell'ente non possono scalfire.

La nota di Andrea Ragusa:

“Ad Aprilia, le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie. - scrive Andrea Ragusa - Il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata: proprio per questo servono responsabilità, trasparenza e una particolare attenzione verso i cittadini più fragili.

Il Tribunale di Latina, con un decreto cautelare urgente, ha ordinato al Comune di garantire a un alunno con disabilità tutte le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione): dieci ore di OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e cinque ore di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa).

Il Comune ne aveva inizialmente riconosciute soltanto cinque. Una riduzione di dieci ore settimanali non è un dettaglio burocratico: può compromettere la possibilità concreta di seguire le lezioni, comunicare, relazionarsi con i compagni e partecipare pienamente alla vita scolastica. Per questo la famiglia, affiancata dalla Federazione Osservatorio 182, ha presentato un ricorso urgente ex art. 700 C.p.c. (Codice di procedura civile).

Il giudice ha accolto la richiesta in via cautelare, ritenendo che un’assistenza sensibilmente inferiore a quella indicata nel PEI possa ledere diritti fondamentali, a partire dal diritto allo studio e allo sviluppo della personalità. L’ordine è immediatamente efficace, mentre la misura sarà riesaminata dopo il contraddittorio tra le parti, per la sua eventuale conferma, modifica o revoca.

Un plauso alla Federazione Osservatorio 182 per aver sostenuto la famiglia in una tutela che non dovrebbe essere necessaria: nessuno dovrebbe essere costretto a rivolgersi a un giudice per ottenere servizi già individuati come indispensabili dalla scuola e dagli organismi competenti.

Un Comune ben gestito non trascura le necessità delle persone fragili. Se occorre recuperare efficienza e tagliare sprechi, non lo si può fare riducendo l’assistenza agli alunni con disabilità. Le ore previste dal PEI non sono un privilegio: sono la condizione minima perché l’inclusione scolastica sia reale, e non resti soltanto scritta su un documento”.