Aprilia, vertenza “Koch-Glitsch/KES Italy”: l’azienda ritiri i licenziamenti”.

L'appello di Sinistra Italiana alle Commissarie affinché chiedano l'istituzione di un tavolo di crisi a Regione e Governo.

05 giugno 2026 10:51
Aprilia, vertenza “Koch-Glitsch/KES Italy”: l’azienda ritiri i licenziamenti”. -
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Vertenza “Koch-Glitsch/KES Italy”, con 64 posti di lavoro a rischio ad Aprilia. Il segretario locale di Sinistra Italiana, Davide Casari, chiede a Governo, Regione e Commissarie Prefettizie del Comune di intervenire subito per salvaguardare i dipendenti dello stabilimento apriliano.  “L’azienda - esorta Sinistra Italiana Aprilia - ritiri immediatamente la procedura di licenziamento collettivo. Aprilia non può essere trattata come un sito produttivo da svuotare quando non serve più”. Alla Commissarie l’appello affinché chiedano formalmente un tavolo di crisi a Regione e Governo e assumano una posizione pubblica a difesa dei lavoratori”.

“Sinistra Italiana Aprilia esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Koch-Glitsch/KES Italy di Aprilia, colpiti dall’annuncio di una procedura di licenziamento collettivo che riguarda circa 100 dipendenti in Italia, di cui 64 nello stabilimento apriliano.

L’azienda giustifica questa scelta parlando di riorganizzazione produttiva e di trasferimento all’estero della produzione convenzionale, lasciando ad Aprilia un ruolo fortemente ridimensionato. Ma nella sostanza siamo davanti a un disimpegno industriale dal territorio, di una vera e propria delocalizzazione e a una scelta che scarica sui lavoratori il costo delle strategie della multinazionale.

Non si tratta di semplici “esuberi”: parliamo di persone, famiglie, salari e competenze costruite negli anni. Aprilia non può essere trattata come un sito produttivo da svuotare quando non serve più.

Per questo chiediamo il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e l’apertura urgente di un tavolo istituzionale con azienda, sindacati, Comune, Regione Lazio e Governo.

Servono garanzie occupazionali, chiarezza sul futuro dello stabilimento e un piano industriale credibile. Condividiamo le richieste dei sindacati, che chiedono il blocco dei licenziamenti, un confronto reale con l’azienda e garanzie concrete per il sito di Aprilia. La mobilitazione dei lavoratori, con sciopero e presidio davanti allo stabilimento, è una risposta necessaria a una decisione unilaterale e inaccettabile.

È grave il silenzio della Regione Lazio e del Governo nazionale. La destra parla spesso di difesa del lavoro e dell’industria italiana, ma quando una multinazionale ridimensiona uno stabilimento e mette a rischio decine di posti di lavoro, le istituzioni restano ferme. Non bastano dichiarazioni generiche: servono atti concreti.

Rivolgiamo un appello anche alle Commissarie che oggi amministrano il Comune di Aprilia. Pur nel quadro della gestione straordinaria, rappresentare una città significa anche intervenire sulle emergenze sociali e produttive. Le Commissarie chiedano formalmente un tavolo di crisi, sollecitino Regione e Governo e assumano una posizione pubblica a difesa dei lavoratori.

Sinistra Italiana Aprilia, - conclude la nota - insieme alle altre forze della sinistra e del campo progressista cittadino, è impegnata nella costruzione di un’alternativa politica per Aprilia che rimetta al centro lavoro, diritti, giustizia sociale e difesa del tessuto produttivo. Saremo al fianco dei lavoratori, delle RSU e delle organizzazioni sindacali in ogni iniziativa di mobilitazione. Il lavoro non si licenzia. Il territorio non si abbandona. Aprilia non può essere trattata come una periferia produttiva da spremere e abbandonare”.

Davide Casari