Aprilia, sciopero alla Koch-Glitsch. La Uilm: "Decisione unilaterale, lotta appena iniziata"

La UILM di Latina esprime totale e ferma condanna di fronte alla drammatica procedura di licenziamento collettivo aperta dalla multinazionale

05 giugno 2026 10:51
Aprilia,  sciopero alla Koch-Glitsch. La Uilm: "Decisione unilaterale, lotta appena iniziata" -
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Scioperano i dipendenti della “Koch-Glitsch/KES Italy”, 64 i posti di lavoro a rischio presso lo stabilimento di Aprilia. “Siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento industriale - sostiene la Uilm di Latina - mandare a casa 64 lavoratori su un organico di 160 significa mutilare il 40% della forza lavoro dello stabilimento. Una decisione inaccettabile, arrivata a freddo dopo due incontri in cui l’azienda ha finto il dialogo per poi procedere unilateralmente. Le proteste sono appena iniziate - assicurano i sindacati - se l’azienda non farà un passo indietro continueremo la lotta”. Da Sinistra Italiana Aprilia arriva invece un appello alla Commissione Straordinaria: “Si apra un tavolo di crisi con Regione e Governo”.

La UILM di Latina esprime totale e ferma condanna di fronte alla drammatica procedura di licenziamento collettivo aperta dalla multinazionale Koch-Glitsch, che prevede il taglio di 99 posti di lavoro a livello nazionale, di cui ben 64 nel solo sito produttivo di Aprilia sulla via Pontina.

"Siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento industriale - spiega il sindacato - mandare a casa 64 lavoratori su un organico di 160 significa mutilare il 40% della forza lavoro dello stabilimento. Una decisione inaccettabile, arrivata a freddo dopo due incontri in cui l’azienda ha finto il dialogo per poi procedere unilateralmente. Ad oggi, la UILM Latina non conosce nemmeno i criteri e i profili professionali esatti che si vorrebbero colpire, se si tratti di operai, impiegati o quadri. Un "taglio al buio" che calpesta la dignità del personale. ​Il sito di Aprilia ha già pagato un prezzo altissimo soltanto due anni fa con un pesante ridimensionamento. Non permetteremo che le logiche di ristrutturazione del gruppo scarichino i propri costi esclusivamente sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, impoverendo un territorio già duramente provato".

​A queste condizioni la UILM Latina precisa in una nota - non accetterà passivamente i piani dell'azienda. Esistono strumenti alternativi e conservativi: pretendiamo l'utilizzo immediato degli ammortizzatori sociali per tutelare i livelli occupazionali e costringere la direzione a cambiare rotta.

"​La gravità di questa vertenza e la dinamica con cui si è mossa l'azienda hanno già investito i vertici della struttura nazionale del sindacato. La UILM Nazionale è pienamente a conoscenza della situazione, sta seguendo da vicino l'evoluzione della vertenza ed è al fianco della segreteria provinciale di Latina in ogni passaggio di questa disputa".

Lavoratori sul piede di guerra

​"La risposta dei lavoratori è immediata e determinata. - Conclude la Uilm - Lo stato di agitazione è proclamato e la UILM Latina avverte la direzione aziendale: le proteste di queste ore sono solo l'inizio. Se l'azienda non tornerà sui suoi passi ritirando i licenziamenti, metteremo in campo un pacchetto duro di ulteriori mobilitazioni e azioni sindacali a oltranza. Non faremo un solo passo indietro".

L'intervento di Sinistra Italiana Aprilia

“Sinistra Italiana Aprilia esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Koch-Glitsch/KES Italy di Aprilia, colpiti dall’annuncio di una procedura di licenziamento collettivo che riguarda circa 100 dipendenti in Italia, di cui 64 nello stabilimento apriliano.

L’azienda giustifica questa scelta parlando di riorganizzazione produttiva e di trasferimento all’estero della produzione convenzionale, lasciando ad Aprilia un ruolo fortemente ridimensionato. Ma nella sostanza siamo davanti a un disimpegno industriale dal territorio, di una vera e propria delocalizzazione e a una scelta che scarica sui lavoratori il costo delle strategie della multinazionale.

Non si tratta di semplici “esuberi”: parliamo di persone, famiglie, salari e competenze costruite negli anni. Aprilia non può essere trattata come un sito produttivo da svuotare quando non serve più.

Per questo chiediamo il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e l’apertura urgente di un tavolo istituzionale con azienda, sindacati, Comune, Regione Lazio e Governo.

Servono garanzie occupazionali, chiarezza sul futuro dello stabilimento e un piano industriale credibile. Condividiamo le richieste dei sindacati, che chiedono il blocco dei licenziamenti, un confronto reale con l’azienda e garanzie concrete per il sito di Aprilia. La mobilitazione dei lavoratori, con sciopero e presidio davanti allo stabilimento, è una risposta necessaria a una decisione unilaterale e inaccettabile.

È grave il silenzio della Regione Lazio e del Governo nazionale. La destra parla spesso di difesa del lavoro e dell’industria italiana, ma quando una multinazionale ridimensiona uno stabilimento e mette a rischio decine di posti di lavoro, le istituzioni restano ferme. Non bastano dichiarazioni generiche: servono atti concreti.

Rivolgiamo un appello anche alle Commissarie che oggi amministrano il Comune di Aprilia. Pur nel quadro della gestione straordinaria, rappresentare una città significa anche intervenire sulle emergenze sociali e produttive. Le Commissarie chiedano formalmente un tavolo di crisi, sollecitino Regione e Governo e assumano una posizione pubblica a difesa dei lavoratori.

Sinistra Italiana Aprilia, - conclude la nota - insieme alle altre forze della sinistra e del campo progressista cittadino, è impegnata nella costruzione di un’alternativa politica per Aprilia che rimetta al centro lavoro, diritti, giustizia sociale e difesa del tessuto produttivo. Saremo al fianco dei lavoratori, delle RSU e delle organizzazioni sindacali in ogni iniziativa di mobilitazione. Il lavoro non si licenzia. Il territorio non si abbandona. Aprilia non può essere trattata come una periferia produttiva da spremere e abbandonare”.

Davide Casari