Ardea, parte la riforma dei bus ma è "caccia al tesoro". Il Pd: “fermate fantasma e zero orari”.
Con la nuova rete regionale le corse diminuiscono e Ardea resta indietro rispetto a Pomezia e Aprilia. L'opposizione: "Comune in silenzio".
Nuovi bus ad Ardea, ma per i cittadini è una caccia al tesoro senza mappa. Da oggi, mercoledì 1° luglio, cambia il trasporto pubblico - con l’avvio della nuova Unità di Rete regionale - ma il Comune non ha diffuso orari né installato cartelli, tagliando fuori interi quartieri. La riforma riduce tutto a tre sole linee: meno corse e più disagi rispetto ai Comuni vicini, come Pomezia ed Aprilia, che avranno il doppio dei mezzi. Il Partito Democratico attacca la giunta: “I cittadini sono stati lasciati a piedi nel silenzio totale”.
“Un cambiamento importante, - commenta il segretario del Pd di Ardea, Massimo Stoppo - che riguarda direttamente la vita quotidiana di migliaia di cittadini, studenti e lavoratori. Eppure, l'Amministrazione comunale ha scelto il silenzio più totale: nessun comunicato, nessuna informazione sul sito istituzionale o sui canali social del Comune, nessun volantino nei punti di maggiore frequentazione. Un'assenza ancora più grave se si pensa alla cronica mancanza di fermate segnalate lungo le strade della città, che da anni lascia i cittadini senza punti di riferimento chiari per prendere l'autobus.
Ma il problema non è solo comunicativo. Entrando nel merito delle nuove linee AR1, AR2 e AR3, emerge un servizio che resta del tutto insufficiente a rappresentare un'alternativa credibile all'automobile privata. Ci sono interi quartieri di Ardea che restano completamente privi di collegamenti: Castagnetta, Banditella, Pian di Frasso, Pescarella, Torre Bruna. Per chi vive in queste zone, il trasporto pubblico semplicemente non esiste.
La riorganizzazione ha sicuramente reso il sistema più semplice da leggere, passando da un mosaico di linee e percorsi frammentati a sole tre linee principali. Ma questa semplificazione ha un costo: percorsi più lunghi significano, a parità di mezzi a disposizione, meno corse complessive. Il risultato è un servizio ancora più marginale nella vita di chi dovrebbe poterlo usare ogni giorno. Il confronto con i comuni vicini è impietoso: mentre Ardea deve fare i conti con tre linee, Aprilia e Pomezia ne avranno sette, Anzio cinque e Nettuno quattro (queste ultime due città con in più una corsa interurbana che rafforza i collegamenti tra i due comuni). Ardea, paradossalmente, resta indietro proprio nel momento in cui tutto il territorio viene riorganizzato.
Dietro questi numeri c'è un problema politico che il Partito Democratico denuncia da tempo: Ardea non riesce a far pesare le proprie esigenze nei tavoli decisionali regionali, nonostante la sintonia politica tra le due amministrazioni. Il gap tra il numero di abitanti della nostra città e i servizi che le vengono garantiti continua ad allargarsi.
E non è un caso che sul tema della mobilità il Comune di Ardea non abbia nemmeno un assessore con delega specifica: della materia si occupa "per convenzione" l'assessore ai Lavori Pubblici, quando il tempo glielo consente. Un segnale chiaro di quanto poco peso venga dato a un servizio che incide ogni giorno sulla vita di migliaia di persone.
Il Partito Democratico di Ardea - conclude la nota - chiede all'Amministrazione di rompere il silenzio, di informare correttamente i cittadini sui cambiamenti in corso, di intervenire con un piano serio di segnaletica delle fermate e di farsi parte attiva, insieme a Regione e Astral, per ottenere un servizio realmente adeguato alle esigenze della città. Ardea ha diritto ad un trasporto pubblico che funzioni, non un'ulteriore occasione persa”.
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