Bancarotta fraudolenta: la Finanza di Roma sequestra beni per 25 milioni ad una società di vigilanza.
Operazione del Comando Provinciale su delega della Procura. Tre gli indagati.
Un gigantesco debito con l'erario accumulato mediante un’evasione sistematica ha travolto una nota società di vigilanza privata della Capitale. E’ scattato un blitz della Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma: su delega della Procura, le fiamme gialle del Nucleo PEF hanno eseguito un sequestro conservativo di beni del valore di 25 milioni di euro nei confronti di 3 indagati tra amministratori e liquidatori; devono rispondere di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e per operazioni dolose per aver causato il dissesto aziendale accumulando verso l'Agenzia delle Entrate un passivo pari al 99% del debito totale e per aver occultato le scritture contabili per ostacolare i controlli. Il tempestivo provvedimento, richiesto dalla curatela durante la procedura di liquidazione giudiziale, ha consentito di blindare la garanzia patrimoniale residua a tutela dei creditori e del tessuto economico sano.
“I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito, su delega della locale Procura della Repubblica, un’ordinanza emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale capitolino che ha disposto il sequestro conservativo di beni e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza dell’importo di circa 25 milioni di euro, nei confronti di tre persone indagate per le ipotesi di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e per operazioni dolose.
Il provvedimento scaturisce dagli esiti delle investigazioni sviluppate dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, focalizzati sulla liquidazione giudiziale di una società attiva nei servizi di vigilanza e investigazione privata.
L'analisi dei flussi finanziari ha svelato una condotta illecita perpetrata dagli amministratori e liquidatori succedutisi nel tempo, i quali hanno cagionato il dissesto aziendale attraverso il programmatico, sistematico e totale inadempimento degli obblighi tributari, accumulando un debito verso l'Agenzia delle Entrate pari a circa 25 milioni di euro, corrispondente al 99% dell'intero passivo societario.
I soggetti coinvolti hanno inoltre sottratto le scritture contabili obbligatorie per ostacolare la ricostruzione del patrimonio in sede fallimentare.
L'esito delle attività evidenzia l'efficacia della sinergia tra l'attività di indirizzo dell'Autorità Giudiziaria e le peculiari competenze investigative della Guardia di Finanza: un modello di intervento che permette di aggredire i fondi illeciti proprio laddove si annida il danno economico.
L’intervento si inserisce nelle linee d'azione del Corpo volte a contrastare gli illeciti economico-finanziari che generano un grave impatto sul tessuto sociale.
L'evasione fiscale e la bancarotta sottraggono infatti ingenti risorse destinate ai servizi pubblici essenziali per i cittadini, generano una profonda alterazione delle regole del mercato a danno delle imprese oneste e mettono a rischio la tutela dei lavoratori coinvolti.
L’attività ha consentito, su richiesta della curatela, di preservare tempestivamente la garanzia patrimoniale residua e tutelare l'ordine economico sano del territorio.
Si precisa che gli accertamenti sono tuttora in corso nella fase istruttoria. Allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, nei confronti delle persone sottoposte ad esame vige la presunzione di non colpevolezza”.
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