Campagna nera, sei lavoratori indiani senza contratto né tutele

In corso approfondimenti al fine di ricostruire le singole posizioni e di verificare anche la sussistenza di ulteriori condotte abusive, di sfruttamento, di caporalato

A cura di Redazione
09 luglio 2025 10:38
Campagna nera, sei lavoratori indiani senza contratto né tutele -
Condividi

Sei braccianti agricoli indiani trovati a lavorare nelle aziende agricole senza alcun contratto e quindi senza nessuna tutela.

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Sabaudia, hanno effettuato un accesso mirato presso la sede e le aree di coltivazione delle aziende acquisendo, per il successivo esame, documentazione contabile ed extracontabile relativa alla gestione delle società e in particolar modo ai rapporti lavorativi in essere.

Al contempo, i finanzieri hanno identificato i lavoratori presenti, nonché assunto dagli stessi informazioni in ordine all’effettiva natura del rapporto di lavoro, alle caratteristiche delle prestazioni svolte e alle condizioni lavorative.

Nel corso dell’attività ispettiva, oltre alla verbalizzazione dei due datori di lavoro per le previste sanzioni amministrative, titolari delle rispettive aziende agricole, sono stati identificati complessivamente12 lavoratori, prevalentemente di nazionalità indiana; di questi,  6 sono risultati completamente “in nero” in quanto del tutto privi di qualsivoglia contratto di lavoro.

Sono in corso mirati e specifici approfondimenti al fine di ricostruire le singole posizioni e di verificare anche la sussistenza di ulteriori e/o più gravi condotte abusive, di sfruttamento, di “caporalato”.

L’operazione effettuata, che si aggiunge ad altre attività effettuate e/o in corso nello specifico settore, rientra nella più ampia strategia di contrasto al c.d. “sommerso da lavoro” e alle correlate forme di sfruttamento di manodopera, uno degli obiettivi strategici del Corpo, finalizzato, oltre che al recupero di somme indebitamente sottratte alle risorse pubbliche, alla salvaguardia dei lavoratori e alla tutela dei diritti delle fasce più deboli della società; il c.d. “lavoro nero”, infatti, oltre, come noto, a imporre di sovente condizioni lavorative vessatorie e lesive della salute e della dignità umana, arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina i diritti e gli interessi dei lavoratori e compromette la leale e sana competizione tra imprese, essendo orientato alla riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) per massimizzare i profitti e ottenere ingiusti vantaggi competitivi.

Segui Radio Studio 93