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Carne scaduta alla mensa dell’ospedale Goretti di Latina, Simeone (FI): “la Asl sommaria nei controlli”.

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Carne scaduta alla mensa dell’ospedale Goretti di Latina. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giuseppe Simeone, interviene commentando la notizia dei 30 chili di carne risultata scaduta da circa una settimana sequestrati dal Nas nelle celle frigorifere della mensa nel nosocomio pontino.  “Una vicenda che sembra essere già oggetto di un’indagine interna da parte della Asl di Latina – precisa Simeone – ma che evidenzia, ancora una volta purtroppo, la sommarietà con cui si gestiscono i servizi nel principale ospedale della provincia”.

“Le carenze, nonché lo stato di salute non ottimale della mensa dell’ospedale Goretti, – prosegue Giuseppe Simeone – le avevamo già denunciato alcuni mesi fa, a fine settembre 2022 per essere precisi, quando avevamo, a seguito di alcune segnalazioni, evidenziato la presenza di topi nei locali adibiti alla preparazione dei pasti destinati a degenti e personale. La Asl di Latina rispose, come spesso accade, con il silenzio come se tutto fosse in ordine e quella denunciata fosse solo figlia di un capriccio politico. Il tutto mentre la mensa era stata chiusa per “manutenzione”.

Oggi il quadro è certificato dal Nas e siamo curiosi di conoscere quale sia la versione della Asl di Latina e quale giustificazione sarà in grado di trovare ad una vicenda che può essere commentata solo con un’assunzione di responsabilità sul mancato controllo e vigilanza che alla Asl spetta. E’ la Asl che deve assicurarsi che quanto previsto nel capitolato dalla ditta appaltatrice sia rispettato al millimetro. E’ la Asl che deve garantire la sicurezza, in ogni contesto e situazione, dei pazienti e del personale che opera nelle strutture sanitarie di competenza. E’ inaccettabile che chi è ricoverato all’ospedale Goretti, per qualsiasi patologia, rischi conseguenze sulla propria salute a causa della somministrazione di alimenti scaduti. Non importa se da un giorno, un’ora, una settimana. Sarebbe inaccettabile anche se quegli alimenti fossero già destinati allo smaltimento. Gli alimenti devono essere freschi.

In ospedale si trovano persone anziane, immunodepresse, bambini, donne in gravidanza o con patologie che potrebbero aggravarsi ulteriormente ingerendo cibo scaduto. Viene da domandarsi – conclude Simeone – come si possa consentire che fatti tanto gravi si verifichino. Chi entra in ospedale non dovrebbe temere per la propria salute e incolumità ma trovare in quei luoghi sicurezza e accoglienza in grado di garantire il miglior percorso di cura e guarigione possibile.

Ci auguriamo che i controlli vengano intensificati e che fatti analoghi non si ripetano mai più. Ma questo augurio potrà trovare soddisfazione solo se chi è alla guida della Asl di Latina svolgerà il compito che gli è stato affidato non solo con tagli del nastro e giustificazioni ma attraverso azioni concrete che nel controllo e nella vigilanza hanno uno dei loro cardini principali”.

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