Centrale nucleare di Latina: il Tribunale di Latina riconosce il rischio amianto. L’Inps condannata al risarcimento.

Centrale nucleare di Borgo Sabotino, a Latina: il Tribunale di Latina riconosce il rischio amianto. L’Inps condannata al risarcimento previdenziale di un lavoratore esposto. “Una sentenza storica – ha...

A cura di Redazione
03 maggio 2019 12:24
Centrale nucleare di Latina: il Tribunale di Latina riconosce il rischio amianto. L’Inps condannata al risarcimento. -
Condividi

Centrale nucleare di Borgo Sabotino, a Latina: il Tribunale di Latina riconosce il rischio amianto. L’Inps condannata al risarcimento previdenziale di un lavoratore esposto. “Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Enzio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto - che legittimerà il risarcimento e la sorveglianza sanitaria di tutti i dipendenti.  “Accolte le tesi giuridiche dell’Avvocato Bonanni – si legge nella nota - che è riuscito a dimostrare che presso la Centrale Nucleare di Borgo Sabotino di Latina è stato utilizzato amianto e che vi sono stati livelli espositivi superiori alla soglia delle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative”.

Il
Tribunale di Latina, Giudice del Lavoro, Umberto Maria Costume, con sentenza n.
505/2019 ha condannato l’INPS a rivalutare la posizione contributiva del Sig.
P.A., con i benefici contributivi per esposizione ad amianto e quindi
adeguamento dell’importo pensionistico in godimento.

“Il
Tribunale di Latina ha disposto l’accertamento tecnico peritale da cui si
evince che nella Centrale Nucleare di Borgo Sabotino è stato utilizzato amianto
– ha commentato Bonanni - dunque, grazie a questa sentenza che costituisce un
precedente giudiziario, tutti i dipendenti potranno chiedere un risarcimento
previdenziale, anche se ancora privi di malattia, e, soprattutto, avranno
diritto alla sorveglianza sanitaria, poiché potrebbero manifestarsi danni alla
salute, come è successo per l’altro suo collega (F.A.) che, grazie al controllo
sanitario disposto dall’ONA, ha ricevuto la diagnosi precoce della malattia da
amianto, e ha evitato così il peggio”.

“Il
picco dei casi di malattie asbesto correlate, mesoteliomi, tumori polmonari,
alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non
parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le
complicazioni cardio-vascolari in provincia di Latina avverrà tra il 2028 e il
2030”. Sottolinea il presidente dell’Osservatorio Amianto - “nel frattempo è
necessario che tutti i lavoratori, a suo tempo esposti ad amianto, siano
sottoposti al controllo sanitario periodico e che l’INPS e l’INAIL riconoscano
i loro diritti. Trovo paradossale che lavoratori pesantemente colpiti dalla
fibra killer debbano continuare, ancora ad oggi, nel 2019, a ricorre
all’Autorità Giudiziaria”.

L’ONA
– Osservatorio Nazionale Amianto – prosegue dunque nel suo impegno nella
provincia di Latina per la tutela medica e legale dei lavoratori esposti e
vittime dell’amianto e loro familiari. I dati della strage amianto a Latina e
in provincia di Latina parlano chiaro: “L’ONA ha censito, per la provincia di
Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto
ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal
2000 fino all’anno 2014”. Spiega Bonanni – “le città più colpite dai casi di
mesotelioma fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi;
Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.

“Il
mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, l’ONA quindi stima un’incidenza di
mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo
dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30
decessi ogni anno”.

Tutti
i cittadini possono rivolgersi all’ONA contattando il numero verde gratuito
800034294, e chiedere assistenza attraverso lo sportello amianto telematico (https://www.osservatorioamianto.com/sportello-nazionale-amianto/).