Cessione delle farmacie comunali di Ardea ai privati: i sindacati di categoria sul piede di guerra.
Cessionedelle farmacie comunali di Ardea ai privati: la rivolta dei sindacati dicategoria. La Uil Funzione Pubblica ed il Csa Ral sono sul piede di guerra,dopo le innumerevoli richieste di confronto e...
Cessione
delle farmacie comunali di Ardea ai privati: la rivolta dei sindacati di
categoria. La Uil Funzione Pubblica ed il Csa Ral sono sul piede di guerra,
dopo le innumerevoli richieste di confronto e la proclamazione dello stato di
agitazione da parte di tutti i sindacati del Comune. Tra le varie motivazioni, la
scelta politica di cedere con la gestione delle farmacie comunali anche il
personale operante. “Del problema del futuro dei dipendenti coinvolti in questa
vicenda – hanno spiegato i sindacati - sono stati sensibilizzati tutti i
consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, affinché si giunga a delle
scelte partecipate”.
“L’Amministrazione
comunale di Ardea, - scrivono i sindacati - ha deciso infatti con imbarazzante
superficialitĂ , di non assicurare piĂą il diritto al lavoro e alle legittime
aspettative di due suoi dipendenti ma di cederli, nonostante la strutturale
“agonia” di personale, ad un datore di lavoro privato, che con ragionevole
certezza, offrirĂ minore garanzie sul piano della tutela occupazionale e
dell’affidabilità rispetto a quello pubblico.
La
pubblicazione del bando di gara che prevede il passaggio al privato dei due
dipendenti attualmente impiegati presso la farmacia di Nuova Florida, l’unica
ancora operante, ha reso la situazione maggiormente difficile. Una scelta
politica, non condivisa con le parti sociali, distante dalle iniziali
intenzioni e valutazioni, priva di una seria e responsabile considerazione che
il caso richiede.
Ingiustificabile
anche non aver determinato una “clausola di salvataggio”, a garanzia del futuro
lavorativo dei dipendenti coinvolti nella cessione del servizio in questione e
la mancata previsione del mantenimento di un'area contrattuale unitaria ovvero
l'applicazione ai rapporti di lavoro, anche presso i soggetti di natura
privata, dei contratti collettivi dei comparti pubblici di provenienza, a
tutela della qualitĂ e del contenuto dei diritti acquisiti.
Si
evidenzia che, al momento, il Comune ardeatino, che presenta un terzo del
personale in forza rispetto al vicino Comune di Pomezia, non potrĂ colmare la
strutturale carenza occupazionale neanche la fisiologica sostituzione del
personale in pensione. In questo tragico
assetto, rinuncia così, a due dei suoi dipendenti!
Nel
frattempo pare siano emerse anche criticitĂ sulla esattezza degli atti di gara,
forieri quindi di ulteriori danni economici per l’Ente a cui si aggiungono le
difficoltĂ registrate da una inadeguata gestione imputabile non certo ai
dipendenti impiegati.
Tra
i lavoratori da cedere, un lavoratore di profilo tecnico-amministrativo che per
caso è stato trasferito due anni fa presso la farmacia comunale per
fronteggiare temporaneamente la carenza organica citata, sacrificando la
propria mansione nonché la propria sede di lavoro, oggi fattore discriminante!
Al
problema del futuro dei dipendenti coinvolti in questa incomprensibile decisione
sono stati sensibilizzati tutti i consiglieri comunali, di maggioranza ed
opposizione, al fine di intraprendere una profonda e responsabile discussione,
doverosa, non solo per il futuro occupazionale degli impiegati coinvolti,
quanto per l’intera amministrazione Comunale.
Pertanto,
ieri, sono state sollevate da alcuni consiglieri, specifiche domande al Sindaco
in merito alla delicata situazione che coinvolge il Comune e le vite dei due
cittadini lavoratori, del loro futuro lavorativo. L’obiettivo delle
Organizzazioni Sindacali rimane quello di sollecitare le istituzioni politiche
affinché si giunga a scelte partecipate che nel merito portino a coniugare
nell’interesse della comunità e a difesa degli attuali livelli occupazionali,
la cessione di un importante servizio pubblico con il mantenimento dei diritti
acquisiti attraverso un percorso chiaro e definito.
A
questo punto, anche le presunte criticitĂ sollevate sulle procedura di
affidamento dovranno essere verificate.
Arrivare
ad una soluzione realmente capace di dare le giuste risposte a tutti i soggetti
coinvolti nonché adeguate al ruolo istituzionale ricoperto e alle legittime
aspettative in esso riposte non è una facoltà per un ente pubblico ma un
dovere. Intanto la UIL-FPL ed il CSA-RALnon mollano, sono pronti a scendere in
piazza e affermano: “La ricollocazione del personale della Farmacia comunale è
una nostra prioritĂ sebbene continuiamo a credere in un progetto di risanamento
capace di mettere a punto un piano industriale di rilancio di un servizio
pubblico così importante per il territorio. Nelle attuali condizioni la
farmacia rischia di essere invendibile e la gara deserta, come giĂ successo in
passato, un’attività che non genera entrate come dovrebbe, richiede per forza
un risanamento per essere resa attraente per il mercato”.
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