Chiesto un piano straordinario per la sicurezza delle strade rurali

Serve un piano straordinario per la sicurezza delle strade rurali e per la tutela dei lavoratori: Anna Del Vecchio - della segreteria della CGIL Frosinone e Latina - esprime cordoglio e solidarietà al...

A cura di Redazione
08 luglio 2025 13:11
Chiesto un piano straordinario per la sicurezza delle strade rurali -
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Serve un piano straordinario per la sicurezza delle strade rurali e per la tutela dei lavoratori: Anna Del Vecchio - della segreteria della CGIL Frosinone e Latina - esprime cordoglio e solidarietà alla famiglia di Kalou, il 33enne ivoriano investito su strada Acque alte, e alla comunità che lo accoglieva,  e denuncia con forza le responsabilità collettive e istituzionali che emergono da questa tragedia.

Kalou si spostava in bicicletta, come tanti altri braccianti  spesso  costretti a percorrere strade buie e pericolose che attraversano territori agricoli dove si lavora tanto e si guadagna troppo poco. Strade dove la presenza dei migranti è invisibile per tutti, tranne che per i datori di lavoro. È necessario quindi un piano urgente per la sicurezza viaria nelle aree rurali, che preveda:

  1. illuminazione nei tratti più pericolosi;
  2. controlli severi sui limiti di velocità;
  3. dispositivi di sicurezza obbligatori forniti ai lavoratori migranti;
  4. mezzi di trasporto pubblici o collettivi che consentano loro di muoversi in sicurezza.

Ma serve anche di più. Serve una cultura della responsabilità e del rispetto per la vita di tutti, a prescindere dal colore della pelle o dalla condizione giuridica. Come abbiamo già denunciato nel caso di Satnam Singh, il bracciante morto dopo essere stato abbandonato agonizzante dal suo datore di lavoro, ci troviamo ancora una volta davanti a un abbandono disumano, un comportamento che ci interroga sullo stato della nostra civiltà.

Chiediamo con forza che le autorità competenti che individuino il responsabile di questo investimento e omissione di soccorso, ma chiediamo soprattutto che questa morte non venga archiviata in silenzio, come una delle tante. Deve diventare invece occasione per un impegno collettivo, che unisca sindacati, associazioni, enti locali, istituzioni nazionali.

Continueremo a batterci per i diritti e la dignità dei lavoratori migranti, per una Latina dove nessuno venga lasciato indietro. Dove nessuno venga abbandonato.

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