Chioschi a Sabaudia, arresti domiciliari per l'ex vicesindaco Secci
La decisione è stata presa nelle scorse ore dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario e coinvolge anche due dirigenti del Comune pontino
Chioschi sul lungomare di Sabaudia: arrestati questa mattina per turbativa d’asta l’ex vice sindaco di Sabaudia Giovanni Secci e i due dirigenti del comune pontino E. C. e G.C. Si trovano tutti ai domiciliari. La decisione è stata presa nelle scorse ore dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ed è arrivata a prescindere dall’istanza di ricusazione presentata dall’avvocato difensore di Secci, Renato Archidiacono, per una presunta incompatibilità dello stesso gip. L’istanza si discuterà giovedì 19 febbraio in Corte d’Appello.
Le indagini riguardano alcuni atti amministrativa per la gestione dei chioschi sul lungomare di Sabaudia. Nel registro degli indagati c’è anche il sindaco Alberto Mosca e due tecnici del Comune.
La Guardia di Finanza e i Carabinieri Forestali indagarono sull’assegnazione di cinque chioschi che vennero assegnati ad un unico imprenditore, Fabrizio Gallo di Latina, la cui aggiudicazione venne revocata dal Comune stesso. Gli indagati avrebbero - secondo i finanzieri - condizionato l’esito delle gare di assegnazione dei chioschi, così da imporre all’aggiudicatario condizioni tassative per il pagamento che non era previsto nel bando di gara con l’obiettivo - presunto - di far decadere l’assegnazione e favorire i secondi classificati.
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