Contrasto alla pirateria audiovisiva: sanzioni per oltre 100 utenti pirata di un reseller.

Individuati in 60 differenti province italiane “clienti” di servizi pirata che davano accesso alle principali piattaforme di pay-TV, come Sky, DAZN, Netflix, Disney+ e Prime Video.

A cura di Redazione
20 febbraio 2026 09:08
Contrasto alla pirateria audiovisiva: sanzioni per oltre 100 utenti pirata di un reseller. -
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Le attività investigative coordinate dalla Procura di Bologna ed eseguite dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma, per il contrasto su larga scala dello streaming illegale di contenuti audiovisivi, hanno permesso di individuare e segnalare numerosi “clienti” di servizi pirata messi a disposizione da un cosiddetto "reseller", residente nella provincia di Rimini.

Nello specifico, i finanzieri del Gruppo Radiodiffusione ed Editoria del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno identificato su tutto il territorio nazionale oltre 100 persone che avevano fruito in modo illecito di contenuti a pagamento, analizzando i numerosi flussi finanziari e tracciando i pagamenti bancari e le ricariche di carte prepagate a beneficio del rivenditore riminese.

I 120 clienti, compiutamente identificati, risiedono in 60 differenti province italiane e versavano un importo mensile per l’acquisto dei servizi illegali che dava accesso ai palinsesti delle principali piattaforme di pay-TV, come Sky, DAZN, Netflix, Disney+ e Prime Video.

Guardia di Finanza_unità speciali
Guardia di Finanza_unità speciali

Nei loro confronti la Guardia di finanza ha ora contestato violazioni amministrative in materia di tutela del diritto d’autore, con sanzioni pecuniarie di 154 euro che arrivano sino a 5.000 euro nei casi più gravi e di recidiva, ai sensi dell’art. 174-ter della legge n. 633/1941, notificando a ciascuno il verbale di accertamento e contestazione.

Tra i sanzionati emerge un’importante polarizzazione dei cosiddetti end-users (utenti finali) nel territorio romagnolo, anche perché il fenomeno illecito viene spesso promosso mediante passaparola e diretta conoscenza e non soltanto su internet.

I clienti coinvolti presentano un’età compresa tra i 20 e i 70 anni e appartengono a categorie lavorative eterogenee, tra cui lavoratori dipendenti, liberi professionisti e pensionati. Ad oggi, non risulta presentato nessun ricorso avverso le contestazioni.

Gli esiti del servizio – frutto dell’azione di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza e della collaborazione con i Reparti territoriali – confermano come l’illegale fruizione di contenuti audiovisivi rappresenti un fenomeno diffuso e trasversale che non si può circoscrivere a specifiche fasce d’età o contesti socio-economici e che danneggia il sistema economico con pesanti ricadute sui lavoratori del settore e sugli operatori economici dell’indotto.